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Pistoia

L'emergenza sociale

«No allo sgombero di Vicofaro». Migranti, interviene il vescovo

«No allo sgombero di Vicofaro». Migranti, interviene il vescovo

Tardelli: «Gli ospiti non possono essere messi su una strada»

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PISTOIA.  «Coloro che vengono accolti a Vicofaro non possono essere messi su una strada». Lo sostiene il vescovo Fausto Tardelli, in un intervento diffuso ieri, in cui riprende la parola – dopo un lungo periodo di silenzio – sulla situazione della parrocchia gestita da don Massimo Biancalani, che accoglie circa 140 migranti, diversi dei quali irregolari. Un sovraffollamento in condizioni igieniche e di sicurezza precarie, tanto che il 20 ottobre scorso il Comune ha dichiarato «inagibile» la struttura, proibendone l’attuale utilizzo.

Insomma, una evacuazione forzata di Vicofaro potrebbe essere la conseguenza.

«Se chiedono un rifugio a Vicofaro – continua Tardelli riferendosi ai migranti – significa che non trovano di meglio e che le istituzioni si sono dimenticate di loro, che pure sono presenti nel territorio nazionale a causa di leggi dello Stato quanto meno inefficaci. La presenza poi di minori o di persone fragili dal punto di vista psicologico, interpella le istituzioni e l’intera società perché si individuino urgentemente risposte concrete e adeguate».

Secondo il vescovo, a muoversi dovrebbero essere le istituzioni. Tardelli non dà indicazioni esplicite, ma è evidente il riferimento a Regione, Prefettura, Asl e Comune. La direzione da prendere è espressamente indicata: il vescovo richiama l’ordinanza 88 del 2020 della Regione – uno degli ultimi atti firmati dal presidente Enrico Rossi – e la qualifica come «il livello più alto raggiunto nella individuazione di soluzione delle criticità presenti a Vicofaro, e che ha trovato allora e trova anche in questo momento il pieno apprezzamento e condivisione da parte della chiesa pistoiese».

L’ordinanza chiedeva all'Asl di procedere “ad un adeguato decongestionamento della Comunità di Vicofaro, con il ricollocamento dei soggetti presso strutture di cui abbia la disponibilità o, in mancanza, presso strutture di terzi messe a disposizione a titolo di comodato gratuito”.

«Allora la Diocesi – ricorda la nota del vescovo – mise a disposizione tutti gli ambienti che erano nelle proprie possibilità, facendo ben presente che avrebbero avuto bisogno di interventi affinché fossero adeguati al servizio che avrebbero dovuto svolgere. Ci fu un interessamento dell’Asl che fece anche alcuni sopralluoghi, ma successivamente l’offerta della diocesi fu messa da parte perché si ritenne che da parte dell’Asl non vi fosse la possibilità di effettuare gli interventi necessari».

«Dopo quel primo passaggio – continua il comunicato della Diocesi – tutto si è bloccato. In seguito, la Regione Toscana pensò di predisporre un bando per dare seguito all’ordinanza, bando sostanzialmente inadeguato e che pertanto è andato deserto per vari motivi, non ultimo l’esiguità delle risorse messe a disposizione per un’operazione assai complessa».

Insomma, non si è cavato un ragno dal buco, anche se va detto che la Regione stessa, dopo aver escluso la strada di un bando-bis, la scorsa settimana al Tirreno ha confermato la volontà di riprendere in mano la questione, convocando un incontro tra la prefettura e gli assessori Ciuoffo (immigrazione) e Spinelli (politiche sociali) in settimana.

Nessun intervento, invece, in questi giorni dal sindaco Alessandro Tomasi, che nel corso dell’ultimo consiglio comunale è rimasto in silenzio nonostante diversi interventi delle opposizioni sul tema di Vicofaro. La capogruppo Pd Federica Fratoni l’ha anche criticato per non aver informato i consiglieri dell’ordinanza dirigenziale del 20 ottobre.

Comunque al vescovo preme sottolineare che la Diocesi è sempre stata disponibile a collaborare, ma che la soluzione devono trovarla le istituzioni. « Non si può attribuire alla Chiesa – prosegue monsignor Tardelli nel suo intervento – il compito di risolvere un problema che è dell’intera società e delle Istituzioni. La Chiesa fa quel che può attraverso le parrocchie, i sacerdoti e i laici ma la risposta ai problemi evidenziatesi a Vicofaro deve essere pubblica. Vicofaro non è la causa bensì l’effetto di una situazione umana inaccettabile dentro il territorio nazionale. Il disagio dei cittadini residenti nella zona è certamente un fatto di cui non si può non tener conto. La soluzione però, che rispetti comunque la dignità di ogni persona in gioco, va cercata dalla società civile nel suo insieme e dalle istituzioni in particolare».

“Chiediamo pertanto a gran voce questo impegno da parte di tutti – conclude Tardelli – e tale richiesta siamo costretti a rivolgerla ancora una volta alle istituzioni, nell’interesse dell’intera comunità e insieme, di persone già in difficoltà, che altro non chiedono che essere trattati come esseri umani”.
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di Redazione web