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«E tu come stai?», la lotta degli operai Gkn nel docufilm di Lorenzo e Filippo Gori
I due filmaker hanno raccolto per mesi materiale audiovisivo sulla vertenza sindacale. «Quei 500 posti appartengono al territorio. A essere ingannati e traditi siamo stati tutti»
PISTOIA. Dopo il lavoro sull'amianto con gli operai della Breda di Pistoia, gli spettacoli con i cassintegrati della Radicifil e con le lavoratrici dell'ex call center Answers di Pistoia, il fotoreporter Lorenzo Enrico Gori torna a occuparsi delle lotte operaie. Lo fa a fianco del figlio Filippo Maria, giovane filmaker di belle speranze, e per un’azienda - la Gkn di Campi Bisenzio, ora Qf - tornata prepotentemente alla ribalta delle cronache proprio negli ultimi giorni.
La proprietà ha infatti annunciato venerdì che da ieri sarebbe iniziato lo svuotamento del capannone, ma la manifestazione indetta davanti all’azienda ha di fatto impedito ieri ai camion di entrare.
Lorenzo e Filippo Gori prendono “a prestito” il titolo di una canzone di Claudio Baglioni, “E tu come stai?” per dare voce ai quasi 500 lavoratori e lavoratrici della Gkn. Alla loro lotta, all’assemblea permanente nata dopo il 9 luglio 2021, quando la proprietà ha annunciato la chiusura dello stabilimento. La forma artistica scelta dai Gori è quella del docufilm: “E tu come stai?” sarà presentato in anteprima nazionale il 10 novembre alle 21 al cinema La Compagnia a Firenze, all'interno del Festival dei Popoli, poi a Pistoia il 17 novembre al cinema Roma a chiusura del festival “Presente Italiano. Successivamente sarà nelle sale italiane con la distribuzione a cura di OpenDDB.
Sinossi. Il 9 luglio 2021 i lavoratori della Gkn Driveline Firenze, azienda dell’automotive, scoprono che la loro fabbrica a Campi Bisenzio è stata chiusa. Nessun preavviso, nessuna crisi: una delocalizzazione a fini speculativi.
Gli operai del Collettivo di Fabbrica occupano lo stabilimento, vi organizzano un presidio per garantirne la sicurezza e avviano una mobilitazione che coinvolge l’intero territorio e altre lotte del paese. “Insorgiamo”, motto partigiano fiorentino, è la loro parola d’ordine.
Note di regia. «Non era la prima volta – spiegano Lorenzo e Filippo Gori – che entravamo in una fabbrica per documentare la contestazione dei lavoratori e delle lavoratrici vittime di licenziamenti, ma già dalla prima intervista con Dario Salvetti (operaio e delegato Rsu) capimmo che la lucidità e l'organizzazione del Collettivo di Fabbrica Gkn, nonché la capacità di analisi dei lavoratori della loro situazione e del contesto economico e politico che l'aveva generata, erano non comuni. Anzi, erano decisamente straordinarie.
Inizialmente ci siamo mossi per documentare con materiale audiovisivo la lotta della vertenza sindacale in corso, senza chiederci, almeno per le prime settimane, quale sarebbe stata la destinazione di questo materiale. Era però chiara la necessità di documentare una lotta che fin da subito si è presentata come inedita, sia nella forma di organizzazione, sia nel contenuto di contestazione e proposta.
Le prime interviste, i primi cortei coi loro comizi e le prime assemblee che filmavamo sembravano tutte quante dirci all’unisono la stessa cosa: noi stiamo così, e voi come state? Nel descriverci cosa fosse successo i racconti degli operai non erano mai autoreferenziali. La priorità era sempre quella di connettere le proprie esperienze a quelle degli altri. I loro problemi erano anche nostri, così come i nostri erano loro. Quei 500 posti di lavoro non appartenevano ai dipendenti né all’azienda, ma al territorio.
E poiché un territorio altro non è che le persone che lo abitano, anche noi capimmo di essere stati, assieme agli operai della Gkn, prima ingannati dal fondo internazionale e poi traditi dalle istituzioni. Non perché quei posti di lavoro ci riguardassero in prima persona, bensì in quanto persone affezionate al proprio lavoro».
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