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«Per Luana una sentenza ingiusta». Si fermano i lavoratori di Hitachi
Lo sciopero di un’ora condiviso dalla Rsu e dai sindacati confederali
PISTOIA. Un’ora di sciopero a fine turno. I lavoratori di Hitachi Rail ieri hanno incrociato le braccia per protestare contro la sentenza per la morte di Luana D’Orazio, la giovane operaia morta schiacciata in un macchinario tessile nella ditta di Montemurlo dove lavorava, il 3 maggio 2021. La sentenza del tribunale di Prato, giunta il 27 ottobre a seguito della richiesta di patteggiamento da parte dei coniugi titolari dell’azienda, ha inflitto loro pene di due anni di reclusione e di un anno e mezzo, rispettivamente alla moglie e al marito.
Secondo la Rsu della fabbrica di via Ciliegiole «la sentenza per la morte di Luana D’Orazio non rende pienamente giustizia per un atto gravissimo che ha causato la morte della lavoratrice al solo scopo di aumentare il profitto di un’azienda, anzi dà corpo all’idea che infrangere tutte le leggi esistenti in materia di sicurezza del lavoro e provocare la morte di una persona sia privo di conseguenze pratiche». Con queste motivazioni la Fiom Cgil di Firenze Prato Pistoia aveva chiamato allo sciopero di un’ora a fine turno i dipendenti delle aziende metalmeccaniche dell’area.
A Pistoia, l’iniziativa di ieri è particolarmente iniziativa perché sostenuta da tutte e tre le sigle sindacali confederali, in un periodo in cui i rapporti tra le organizzazioni non sono particolarmente facili e hanno conosciuto anche momenti di tensione.
La nota della Rsu sottolinea poi gli obiettivi della protesta. «Perché – si legge – la sicurezza diventi pratica costante e diffusa nell’organizzazione del lavoro; perché si traducano in fatti concreti gli innumerevoli impegni presi sulla sicurezza sul lavoro; perché non ci sia un’altra Luana D’Orazio».
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