Il Tirreno

Pistoia

La città che cambia

Nella piazza San Bartolomeo del futuro nasceranno due piccoli salotti urbani

di Fabio Calamati
Nella piazza San Bartolomeo del futuro nasceranno due piccoli salotti urbani

Pistoia, la piazza è stata liberata dalle auto in sosta da diversi anni ma ancora “vuota” di arredi urbani, a parte le panchine e il graticcio ornato da un glicine installate nei pressi della chiesa

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PISTOIA. Due piccoli salotti urbani, ciascuno dotato di una struttura per sedersi: rotonda in un caso, quadrata nell’altro. Per fermarsi ad ammirare gli edifici storici tutt’intorno o anche per scambiare due chiacchiere in tranquillità, all’ombra di un alberello, come si faceva una volta nelle piazze cittadine.

È questa l’immagine che avrà in futuro piazza San Bartolomeo, secondo il progetto di massima preparato dal Comune. Un progetto tanto più importante in quanto si pone come prima azione concreta «per la conoscenza e la fruizione del patrimonio della città», come sottolinea il dirigente all’urbanistica del Comune, architetto Giacomo Dardi, nella sua relazione. Al centro, le splendide chiese romaniche pistoiesi, come appunto San Bartolomeo: l’amministrazione, oltre ai progetti di recupero degli spazi, punta a pubblicare un libro specialistico sulla loro architettura, ma soprattutto una segnaletica e un opuscolo pensati apposta per guidare pistoiesi e turisti in un percorso alla scoperta di questi preziosi edifici.

Si parte appunto da San Bartolomeo, piazza liberata dalle auto in sosta da diversi anni ma ancora “vuota” di arredi urbani, a parte le panchine e il graticcio ornato da un glicine installate nei pressi della chiesa.

Il progetto, firmato dai giovani architetti Olivia Gori ed Emanuele Barili, prevede sia la creazione di due grandi sedute nelle due metà della piazza, divisa al centro da via di Porta San Marco, sia l’installazione di cinque alberi (sono stati scelti i cosiddetti “Spini di Giuda”) nella metà nord e la sistemazione di dissuasori sul perimetro delle due metà della piazza, in modo da impedire il transito delle auto ma anche la loro sosta sui margini della carreggiata, abitudine oggi abbastanza diffusa. Le piante scelte per ombreggiare le due sedute sono invece i ginkgo biloba, dal caratteristico colore giallo in autunno.

Il progetto di massima è stato approvato dalla giunta comunale e costa circa 110mila euro. Ora si attendono gli ulteriori passi necessari a realizzare l’intervento.

La relazione di Dardi sottolinea che un secondo intervento del programma di valorizzazione delle chiese romaniche pistoiesi riguarderà San Jacopo in Castellare, dove stanno finalmente finendo i lavori di restauro e riqualificazione dell’edificio, inserito nella prima cerchia muraria della città. In particolare, si punterà alla riqualificazione della piazzetta retrostante la Biblioteca Forteguerriana, sulla quale si affacciano, oltre a SanJacopo, anche l’edificio dell’Archivio storico e quello – dietro una cortina muraria – di Palazzo de Rossi, sede della Fondazione Caripit.


 

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