Gioco
«Istituzioni assenti e inadempienti». Vicofaro, don Biancalani all’attacco
Anche dopo gli ultimi episodi di violenza, nessuna rinuncia alle scelte di accoglienza
PISTOIA. Assenti e inadempienti. A tutti i livelli. Sia le istituzioni locali che quelle regionali, l’Asl ma anche il mondo del volontariato: «Ci danno una mano associazioni e privati di varie parti d’Italia, da Brescia a Roma. È grazie al loro aiuto – spiega don Massimo Biancalani – se riusciamo ad andare avanti, mentre è assente il volontariato locale».
Tranne uno zoccolo duro composto da alcuni volontari che vengono a fare le pulizie in chiesa e a preparare da mangiare. In testa Mauro Matteucci, insegnante in pensione del Liceo artistico che per Vicofaro aveva redatto il progetto “Dall’accoglienza alla cittadinanza”: «Insegniamo a questi ragazzi, alcuni dei quali nel loro Paese sono in possesso di un diploma – la lingua italiana. Molti lavorano, anche se purtroppo non sempre in maniera regolare. La Regione ha fatto un timido tentativo, lo scorso anno, per smistare i migranti in centri dislocati in varie parti della Toscana e gestiti da cooperative, ma la cifra inserita nel bando (200mila euro per cinque mesi, ndr) ha reso di fatto inappetibile il bando». E dopo quel tentativo «il silenzio assoluto».
Vicofaro è di nuovo sul banco degli imputati: due settimane fa una rissa e due arresti, venerdì scorso un litigio che ha mandato all’ospedale un giovane nigeriano con una prognosi di 45 giorni. I residenti della zona hanno annunciato la nascita di un comitato.
Ieri pomeriggio, con i propri legali e Matteucci al fianco, don Biancalani ha convocato una conferenza stampa. Gli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi hanno rimarcato come quello di Vicofaro sia «un laboratorio di umanità». «Vicofaro – afferma Baldi – è vista come qualcosa di illegale. Il sindaco minaccia ordinanze di sgombero. Per mandare dove questi migranti, se non ci sono strutture preposte all’accoglienza?. Sfatiamo anche il mito dei soldi – aggiunge – Questi sono migranti fuoriusciti dai percorsi di accoglienza. Non entra un euro a Vicofaro dall’ospitalità che viene loro data».
Don Massimo non rinuncia alla sua missione: «Le porte della chiesa restano aperte». Il vescovo Fausto Tardelli non tenta di farlo desistere pur riconoscendo che a Vicofaro transitano un numero eccessivo di persone (di notte cercano un posto dove dormire circa 150 migranti, ndr).
Il parroco ammette che «è sempre più difficile andare avanti. C’è assenza e anche ostilità da parte delle istituzioni». «Questo – aggiunge Matteucci – è un problema civile da affrontare e risolvere. Non si può proseguire con questo stato di inadempienza». Come per il supporto psicologico ai ragazzi: «Avevamo uno sportello di ascolto al mercoledì grazie ai fondi del progetto Mind. È stato cancellato». E accade che, spiega il parroco, «dopo un Tso l’Asl lasci andare senza seguirli in alcun tipo di percorso terapeutico migranti in condizione di forte fragilità psicologica».
Alcuni dei migranti più attivi nel dargli una mano a gestire Vicofaro sono invece stati recentemente allontanati: «Si trovato al Centro di permanenza per il rimpatrio di Potenza. Sono pronto a forme di protesta se li espellono. Questi posti, poi, sono dei lager». I migranti sono stati allontanati perché non in regola con il permesso di soggiorno: «Se qui a Pistoia ti fermano e dici che sei di Vicofaro – sostiene Biancalani – vieni subito trattenuto. L’impressione è che questi provvedimenti siano presi per fare terra bruciata».
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