Il Tirreno

Pistoia

Vicofaro, picchiato un migrante; i residenti: così non può continuare

di Tiziana Gori
Vicofaro, picchiato un migrante; i residenti: così non può continuare

Vogliono prendere un avvocato e fondare un comitato contro il centro

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PISTOIA. «Guardi che qui razzisti non ce ne sono. È inutile che si continui a dire: “Protestano quattro razzisti”. Siamo delle più diverse estrazioni politiche, del Pd come di Forza Italia. Qui non è un problema di razzismo. Chiediamo legalità. A Vicofaro non ce n’è».

L’ennesima lite tra migranti nella canonica della chiesa accende le micce dei residenti. O meglio, toglie le ultime remore e li convince a cercare un legale: «Basta – dicono alcuni abitanti di via Donati, via Cilea, via Santa Maria Maggiore, via Boito – Ora ci costituiamo in comitato. Da soli rischiamo troppo, vogliamo dar forza alla nostra protesta che sin qui è rimasta inascoltata. Anche da parte del vescovo Tardelli. Ci siamo andati a parlare, gli abbiamo fatto capire com’è la situazione, ha risposto che il dovere della Chiesa è l’accoglienza. Accoglienza è quella che fanno al Centro salesiani di Bologna, non questa condizione quotidiana di mancanza di igiene, di sicurezza, di tranquillità per chi vive intorno e per gli stessi migranti che secondo noi – dicono i residenti – non stanno bene in un contesto del genere».

A distanza di 13 giorni dalla precedente lite, che ha portato all’arresto di un gambiano di 22 anni (accusato anche del furto di un cellulare) quella di ieri è stata un’altra mattina convulsa a Vicofaro. Intorno alle undici e mezza le ambulanze della Misericordia di Pistoia e della Croce Verde sono state inviate dal 118 alla parrocchia di Santa Maria Maggiore. Nella struttura accanto alla chiesa si trovava un giovane nigeriano privo di conoscenza. Da quanto raccontato a don Massimo Biancalani, che in quel momento stava facendo lezione a scuola, tra due ospiti nigeriani di Vicofaro sarebbe scoppiata una lite per l’uso di un pentolino. Futili motivi insomma, rabbia generata da noia e frustrazione e sfociata in violenza fisica. Dopo aver colpito il migrante, probabilmente con un bastone, sulla testa, l’aggressore si è allontanato da Vicofaro.

Inizialmente si era sparsa la voce di un accoltellamento, ma i soccorritori non hanno trovato segni di ferita con arma da taglio. L’ambulanza della Misericordia, con il medico a bordo, ha trasportato il giovane in codice giallo nella Sala rossa del Pronto soccorso per la tac. Da valutare, infatti, lo stato neurologico del ferito, che durante i primi soccorsi non ha mai ripreso conoscenza.

Sul posto gli agenti delle Volanti della polizia, che hanno raccolto le testimonianze dei presenti. L’aggressore è tornato a Vicofaro nel primo pomeriggio. È stato lo stesso sacerdote a informare le autorità. Il giovane, anch’egli nigeriano, è stato identificato. In base alla ricostruzione dell’accaduto e alla gravità delle lesioni riportate dal connazionale potrebbe scattare (se la prognosi sarà superiore ai 40 giorni) una denuncia delle autorità per lesioni gravi o gravissimi. Altrimenti sarà l’aggredito a decidere se procedere con querela di parte.

Alcuni residenti osservano le forze dell’ordine parlare coi testimoni e annunciano la nascita di un comitato: «È l’unica soluzione. Si rende conto di quello che sopportiamo tutti i giorni? ». Parlano di «migranti che defecano sui cartoni e poi li buttano nei cassonetti». «Non ci sono più i bagni chimici, e i bagni a disposizione non bastano per 120 persone». Mostrano la foto del fonte battesimale: «Ci dormono alcuni di loro. Al momento in cui abbiamo scattato la foto i materassi e le lenzuola erano infestati di parassiti».

In un’altra foto ecco il chiostro della chiesa: «C’è una canna collegata al pozzo, è l’unico mezzo che hanno a disposizione per lavarsi».

In un video ecco un terrazzo di lato alla canonica, ripreso da un palazzo di fronte. Dei ratti scorrazzano. Diversi ratti corrono su e giù per la terrazzina, mentre dall’interno giungono delle voci.

E in un altro video ancora si vede un giovane migrante, in stato confusionale, che urina su un muro. Dei problemi psicologici che hanno alcuni extracomunitari, a vent’anni già con un bagaglio di indicibili sofferenze, ha parlato a più riprese anche don Biancalani, chiedendo un aiuto «dalle istituzioni. Che invece ci hanno lasciati soli».


 

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