Toscana
Aumenti record per gli alimentari: in Toscana Pistoia è la più cara per fare la spesa
Coldiretti: ogni famiglia in media spenderà 650 euro in più all’anno, colpa degli aumenti dei costi di produzione dai concimi ai mangimi, dal gasolio all’energia
PISTOIA. È un primato di cui i pistoiesi farebbero sicuramente molto volentieri a meno. Secondo le rilevazioni mensili dell’Istat, la provincia di Pistoia è quella dove la spesa è rincarata di più, in Toscana, negli ultimi dodici mesi. Il tasso misurato della categoria “prodotti alimentari e bevande analcoliche” è del 13,4 per cento, contro una media regionale del 12. Dopo Pistoia vengono le province di Arezzo (13,1 per cento) e di Grosseto (12,8). Firenze, per dire, è al 12,6; Lucca è addirittura la provincia con il rincaro più basso, 11,2 per cento.
Coldiretti, in una nota sull’argomento, traduce le fredde cifre percentuali in somme di denaro più immediatamente comprensibili.«Si stima che a parità di acquisti – sottolinea l’associazione – le famiglie spenderanno 650 euro in più all’anno per l’acquisto di cibo».
Larga parte del problema è proprio quel “a parità di acquisti”. Ancora Coldiretti: «i consumatori, a causa dei rincari, stanno limando gli acquisti, sia in quantità, sia orientandosi verso prodotti low cost. Un’indagine condotta sul sito www.coldiretti.it, indica che uno su due (51%) taglia la spesa, un altro 18% di cittadini dichiara di aver ridotto la qualità degli acquisti, mentre solo il 31% non ha modificato le abitudini di spesa».
Insomma, per ammortizzare i rincari, almeno in parte, si esce dal supermercato con le borse più leggere. Oppure si rinuncia a qualche prodotto di marca in favore di acquisti più a buon mercato.
La nota di Coldiretti ci tiene a sottolineare che i rincari dei prodotti agricoli – dalla frutta alle verde, dalla farina all’olio – dipendono a loro volta dall’aumento indiscriminato dei costi che le aziende agricole stanno fronteggiando da un anno a questa parte. «Dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio – si legge – fino al +500% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. Ma aumenti riguardano anche il vetro, che costa oltre il 50% in più rispetto allo scorso anno, il 15% il tetrapack». Conclusione? «Nell’immediato – dice Coldiretti – bisogna contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle, e strutturali per programmare il futuro».
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