Il Tirreno

Pistoia

Verso il Natale

Poco entusiasmo tra i negozianti: «Le luminarie? Meglio di no»

di Lorenzo Vannucci
Poco entusiasmo tra i negozianti: «Le luminarie? Meglio di no»

Fa discutere il progetto preparato dal Comune. Molti commercianti sottolineano come, indipendentemente dall'illuminazione pubblica, i loro problemi siano altri: i rincari

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PISTOIA. Una grande vetrina per il commercio cittadino o uno spreco di soldi pubblici che potrebbero essere impiegati in modo migliore, soprattutto visto il periodo di crisi che sta attraversando il Paese? Continua il dibattito riguardante l'illuminazione cittadina nel periodo delle festività natalizie, dopo che la scorsa settimana Il Tirreno ha dato notizia che un’azienda specializzata di Modena, la Nuova Neon Group Due, realizzerà le luminarie natalizie a Pistoia per i prossimi due anni.

Vuoi per la cifra spesa, vuoi per la difficoltà del momento, la scelta dell'amministrazione incontra più sopracciglia aggrottate che mani battute in segno di applauso. Molti commercianti sottolineano come, indipendentemente dall'illuminazione pubblica, i loro problemi siano altri: i rincari. «Le luminarie sono un costo superfluo – dice Alessandro Olmi, del ristorante 'La BotteGaia' , sulla Sala – il problema è l'aumento dei prezzi. Su luglio 2022 ho un consumo pressoché identico rispetto al 2021, ma lo scorso anno pagai 1.263 euro di energia elettrica, quest'anno 4.094 euro. Ad Agosto stessa storia, mentre per settembre sto aspettando ancora di conoscere la cifra».

Olmi è preoccupato anche dal fatto che, con l'avvicinarsi dell'inverno, il turismo diminuisca le proprie presenze, come è fisiologico che sia. Uno scenario per cui «si sta pensando a rimedi estremi». Chiudere a pranzo? Ridurre l'orario di lavoro ad alcuni dipendenti? «Sono tutte cose – prosegue Olmi – che dovrò valutare. Io non farei nessuna illuminazione natalizia».

Anche Alessandro Risaliti, titolare de “La macelleria equina”, di luminarie non vuol sentire parlare. «È da dieci anni che mi sono chiamato fuori dalla questione, non è una cosa essenziale. Come potrebbe? Siamo di fronte ad un aumento generale dei costi. Aumenta il mangime per gli animali, aumenta la spesa per mantenerli, e l’inflazione cresce» dichiara.

Un «sì, ma» al sistema di illuminazione natalizio viene da Paolo Boccardi, del Gargantuá: «Credo che le luminarie abbiano un costo irrisorio se fatte bene. Si valutino modalità alternative di risparmio energetico. Sono comunque Importanti per la città, ma da sole non bastano: possono servire come cornice, ma non possono essere sufficienti senza eventi pensati per il periodo delle feste».

Boccardi si sofferma anche sulla questione rincari: «Ci sono, è evidente. Stiamo pensando a come organizzarci per l'inverno, magari con qualche coperta. Speriamo di ricevere una deroga per i funghi a gas, che per adesso non sono consentiti nel centro cittadino».

Decisamente contraria alle luminarie è Jessica Simoni, titolare della gelateria 'Pantera Rosa' di Bottegone: «Mi viene il dente avvelenato se vedo Pistoia illuminata. Non possiamo scaldarci oltre un certo limite e si parla delle luci di Natale? Ma ci rendiamo conto? In un anno sono passata dal pagare un litro di panna 3,50 a 7 euro, non so se il prossimo anno sarò ancora aperta. Illuminare la città a festa è un'offesa alle persone in difficoltà».

Salomonico Checco Bugiani, della Locanda del Capitano del Popolo: «È vero che il momento è difficile, che i consumi aumentano e che la clientela medio bassa da me è scomparsa. Ma se fosse stato deciso di non mettere le luminarie, sarebbe comunque stato trovato un modo per fare polemica. Non siamo mai contenti».


 

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