Sicurezza
Violenta lite per un cellulare rubato: due migranti di Vicofaro in caserma
Don Biancalani: disagi psichici diffusi, ma tagliano i fondi del centro ascolto
PISTOIA. Il presunto furto di un cellulare ai danni di un residente in una via della zona. La ricerca del colpevole da parte di altri migranti. Il litigio tra due di loro, le percosse. È lo stesso don Massimo Biancalani che, di ritorno da un convegno alla Fraternità di Romena, nel Casentino, esterna la sua preoccupazione per l’ennesimo episodio che ha visto coinvolti due migranti ospiti di Vicofaro.
Don Biancalani lo va ripetendo da alcuni mesi: «Siamo diventati un punto di riferimento per i migranti che arrivano nel nostro Paese, soprattutto per quelli dell’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, ma molti di loro sfuggono a sofferenze indicibili e giungono qui psicologicamente privati. Avremmo bisogno di un aiuto e invece, proprio mercoledì, ci hanno detto che tagliano i fondi del progetto Mind, e non avremo più l’appuntamento settimanale di consulenza psicologica e psichiatrica».
Due giovani del Gambia sono stati accompagnati ieri pomeriggio nella caserma dei carabinieri di viale Italia per accertamenti. Uno, un 23enne, è stato poi trasportato al Pronto soccorso del San Jacopo per il forte stato di agitazione.
«Mi hanno chiamato mentre stavo per parlare al convegno – spiega il parroco di Vicofaro, dove sono ospitati circa 130 migranti – Le informazioni non sono ancora del tutto precise, ma da quello che ho capito un residente di via Cilea è arrivato a Vicofaro dicendo che uno dei migranti gli aveva rubato il cellulare. Dei ragazzi sono andati dal giovane, un gambiano arrivato da noi da pochi giorni, e ne è nato un violento alterco. Sembra che in effetti il cellulare fosse in suo possesso. Fatto sta che un altro dei migranti, che è da noi da diverso tempo ma ha purtroppo un disagio psichico sempre più forte, si è scazzottato con l’altro ragazzo. Anche lui è del Gambia. Si sarebbe trattato di un litigio piuttosto violento. Sono intervenuti i carabinieri, che li hanno portati in caserma». Come detto, poi il 23enne è stato trasferito in ospedale in codice verde.
«Domani (oggi, ndr) saranno di nuovo qui, con i loro problemi. Il disagio psichico è sempre più diffuso tra questi ragazzi, ed è un qualcosa che una società civile non può ignorare. Sono rimasto stupefatto quando, mercoledì, il dottore mi ha detto che i fondi del progetto Mind sono stati tagliati. Le terapie farmacologiche e l’ascolto avevano un effetto benefico su di loro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
