Il Tirreno

Pistoia

Violenza sulle donne

Maltrattamenti e violenze alla moglie davanti al figlio minorenne: chiesta condanna a 5 anni

di Lorenzo Carducci
Un uomo di 41 anni rischia una condanna a 5 anni di carcere per aver ripètutamente maltrattato la moglie edaverle sottratto per 15 giorni il figlio piccolo
◗
Un uomo di 41 anni rischia una condanna a 5 anni di carcere per aver ripètutamente maltrattato la moglie edaverle sottratto per 15 giorni il figlio piccolo

L’uomo è accusato anche di aver sottratto il figlio alla donna per 15 giorni Sentenza a novembre

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Cinque anni di reclusione per aver maltrattato ripetutamente l’ex moglie sotto gli occhi del figlio minore, avuto assieme a lei nel 2014, ed averglielo sottratto per 15 giorni senza il suo consenso. È la pena che, in base alle richieste del pubblico ministero, rischia un 41enne imputato di fronte al tribunale di Pistoia per una serie di episodi che si sarebbero verificati a partire tra il 2017 e il 2018, periodo in cui la crisi della coppia , residente a Pistoia, era divenuta irreversibile.

Ieri nell’aula Signorelli del tribunale, di fronte al collegio presieduto da Alessandro Buzzegoli e composto anche da Paolo Fontana e Alessandro Azzaroli, si è tenuta l’udienza di discussione con cui le parti hanno formulato le proprie richieste conclusive, in attesa della sentenza che verrà letta probabilmente nella prossima udienza del 15 novembre, dopo le repliche delle parti.

Così come il pubblico ministero Luisa Serranti, la condanna è stata naturalmente ritenuta doverosa anche dall’ex moglie, 33 anni, che dopo aver denunciato più volte l’ex marito si è costituita parte civile nel procedimento ed è rappresentata dall’avvocato Francesca Barontini, Per lei una richiesta di risarcimento dei danni subiti per 50mila euro previa congrua provvisionale.

Assoluzione perché il fatto non sussiste, invece, la tesi della difesa sostenuta dall’avvocato Letizia Santoni, secondo cui tutte le accuse a carico dell’assistito sarebbero destituite di fondamento. Sarebbero principalmente tre gli episodi di violenza fisica cui fa riferimento l’ipotesi di maltrattamento, situazioni in cui il 40enne avrebbe dato in escandescenze in casa, a volte spingendo l’ex compagna, altre volte colpendola al braccio e alla mano per gettarle per terra il telecomando della tv o il cellulare. C’è poi la ritenuta sottrazione del figlio, che sarebbe stato portato dall’uomo in Albania senza preavviso né consenso della madre. Insomma, un rapporto coniugale divenuto di acceso scontro, col minore a subirne le conseguenze.

Di mezzo anche un divorzio formalizzato dai due in Albania e validato in Italia, con modifiche consensuali in termini di mantenimento del minore da parte del padre. Ma la frattura tra i due ex coniugi, complice un’interruzione di gravidanza intorno al 2018 come fonte di ulteriore tensione, col tempo si è acuita fino al provvedimento di misura cautelare emesso nei confronti dell’allora indagato (oggi imputato), prima allontanato nel gennaio 2020 dalla casa coniugale e quindi destinatario del divieto di avvicinamento alla nuova sistemazione dell’ex moglie e del figlio.

Per decidere, i giudici si rifaranno all’istruttoria dibattimentale in cui sono state raccolte le testimonianze della psicologa del centro anti violenza che ha seguito la giovane madre, oltre all’assistente sociale che ha tenuto contatti con la famiglia.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web