Sicurezza
In centinaia per festeggiare gli scout: «Abbiamo rinnovato gli impegni»
Agesci ha organizzato il ritrovo in piazza Duomo per rinnovare il proprio impegno
PISTOIA. Andare a fare legna per cucinare e per scaldarsi, cantare in cerchio tutti insieme, riuscire a fare con poco, ad arrangiarsi nei momenti difficili, senza dimenticarsi di dare uno sguardo di attenzione a chi è più fragile, qualsiasi sia il motivo: tutto questo e anche molto altro è essere scout. Chi ha indossato il fazzolettone, chi ha camminato a lungo indipendentemente dalle condizioni meteo, chi si è sentito ripetere più e più volte che non esiste un cattivo tempo, ma un cattivo equipaggiamento, lo sa benissimo: lo scoutismo non è un accessorio che si può lavare via, come una macchia. No: lo scoutismo è uno stile di vita, una scelta consapevole che, se dovesse essere riassunto in un’unica parola, sarebbe definito come servizio.
Un servizio che non si compie solamente nei momenti di attività collettivi, ma nella vita di tutti i giorni. Per ricordare tutte queste cose le guide e gli scout cattolici pistoiesi Agesci, nella giornata di ieri, si sono ritrovati in piazza del Duomo per festeggiare i cento anni. Un’occasione non tanto e non solo per festeggiarsi, quanto, piuttosto, per rinnovare quell’antica promessa che, ciascuno dei presenti ha pronunciato. E così, sotto un cielo grigio, stretti nella loro camicia di ordinanza, centinaia di guide e scout pistoiesi prima hanno avuto modo di assistere tutti insieme alla messa, poi, quando la celebrazione si andava concludendo, ecco il momento più atteso dell’intera giornata: il rinnovo del proprio impegno “a compiere il mio dovere verso Dio, verso il Mio Paese, ad onorare gli altri in ogni circostanza, a rispettare la legge scout”.
Prima però sono state pronunciate alcune parole con cui riflettere sull’importanza di quel momento condiviso. «Fare una promessa – è stato ricordato dal piccolo palco montato per l’occasione di fronte a Palazzo di Giano – vuol dire guardare al futuro, gettarsi nella vita, abbracciare una gioia scelta con generosità, scoprire le propria fragilità, fidarsi dell’alto, aprirsi alla speranza, non pensare agli ostacoli, ma pensare a guardare oltre se stessi. Ognuno può pensare a quando ha fatto la sua promessa, lo abbiamo fatto tutti una volta, con il cuore che batteva con la bocca impastata per quelle parole assaporate con i nostri passi, lungo il sentiero e maturate dentro di noi. Abbiamo fatto una promessa per aprirci al dono che sono gli altri, guardando agli ultimi, avendo cura della terra a noi affidata.
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