Il Tirreno

Pistoia

Crisi: la storia

Bolletta dell’Enel quintuplicata, famosa osteria rischia di chiudere

di Carlo Bardini
L’ingresso del bar pizzeria Osteria de’ Mammalucchi
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L’ingresso del bar pizzeria Osteria de’ Mammalucchi

Il titolare del ristorante di Pontepetri: «Sono davvero stanchissimo di sentire sempre parlare al livello nazionale che stanno lavorando sul caro vita. Poi alla fine non viene mai fatta una proposta»

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PONTEPETRI. La bolletta della luce di agosto gli è arrivata, ma confessa di non avere il coraggio di aprirla.

È rimasto ancora scioccato da quella del mese di luglio: 4.800 euro da pagare. Negli ultimi mesi è stato un crescendo e se le cose non cambiano, teme il rischio di dover chiudere il ristorante. Siamo a Pontepetri, il locale è la pizzeria-ristorante “Osteria de Mammalucchi” e a parlare è uno dei soci Giacomo Bruni. «Se facciamo un paragone con il mese di luglio dello scorso anno – spiega Bruni – la bolletta della luce è praticamente quintuplicata. Pagavamo poco meno di 1.000 euro e questa volta 4.800 euro. Non è certo possibile proseguire a queste condizioni. Il mese di giugno abbiamo ricevuto 2.800 euro. Sempre molto – aggiunge – ma sapevamo dei rincari energetici. Poi la bolletta di luglio ci ha fatto davvero smarrire. Confesso che quella di agosto è già arrivata ma non mi attento ad aprirla. Non me la sento, per ora».

La realtà di cui si parla è una pizzeria lungo la strada Nazionale. Di norma 7 dipendenti fissi con contratti regolari. D'estate arrivano a 9. Per il paese e non solo è uno dei punti di riferimento in questo settore. Svolgono anche attività di bar. «Sono davvero stanchissimo – prosegue Bruni – di sentire sempre parlare al livello nazionale che stanno lavorando sul caro vita. Poi alla fine non viene mai fatta una proposta». Ormai il tema del rincaro energetico è sulla bocca di tutti. Sono davvero tante le realtà che non sanno come andare avanti. E non riguarda solo il settore della ristorazione ma anche, ad esempio, quello dei fornai e anche il mondo dell'associazionismo. «Noi siamo anche un settore – spiega ancora Bruni – che non possiamo aumentare i prezzi a scapito del cliente, e non sarebbe giusto. Possiamo fare dei ritocchi ma bisogna stare attenti, se non vogliamo perdere la clientela. Il tema è delicato. Poi in conseguenza sta aumentando tutto. Dovete pensare che il “costo food” è salito dal 30% al 48%. È una dinamica degli aumenti che certo non può ricadere sul cliente».

Vista la situazione contingente la Pro loco del paese è andata incontro momentaneamente alle difficoltà del ristorante paesano. «Dobbiamo ringraziare la nostra Pro loco – afferma – a cui paghiamo l'affitto dei locali, che per il momento ce lo ha sospeso proprio per farci respirare. In questa cornice apprezziamo anche gli sforzi fatti dal Comune di San Marcello-Piteglio per tutte le agevolazioni che negli ultimi mesi ha attuato per le attività sulla Tari. Ma certo non è sufficiente per far fronte alla “batosta” che viviamo in tema di rincari energetici». Poi Giacomo Bruni arriva alla conclusione. «In questo momento – spiega – abbiamo delle riserve economiche create piano piano nel tempo con il nostro lavoro. Ma se le cose continuano così prima o poi finiranno e saremo costretti a prendere delle decisioni drastiche. Consideriamo anche che abbiamo dei dipendenti e che il loro stipendio, per il nostro modo di concepire i rapporti, viene prima di tutto. Però il rischio è quello di arrivare al punto di non farcela più e magari dover chiudere. È un argomento che impone una riflessione attenta, perché se chiude un locale di città lo si nota ma magari non fa la differenza. Ma sulla nostra montagna se dovesse succedere a più realtà, sarebbe un disastro».


 

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