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Commercio

Tanti clienti ma nessun guadagno i commercianti di Pistoia non ce la fanno più

Chiara Capecchi
Uno scorcio di piazza della Sala con le sue attività commerciali
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Uno scorcio di piazza della Sala con le sue attività commerciali

«Bollette e materie prime raddoppiate, presto dovremo aumentare i prezzi». Fa paura l’arrivo dell’imminente autunno e la fiducia nello Stato non c’è più

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PISTOIA. «Il dramma più grande è che noi commercianti stiamo lavorando, i clienti ci sono, ma a fine mese i guadagni risultano minori a causa dei rincari». È questo lo spirito che accomuna molti proprietari di attività del centro storico di Pistoia. Al mattino aprono il proprio negozio per lavorare, ma ogni giorno che passa inseriscono la chiave nella toppa con sempre più sfiducia: l’autunno e l’inverno sono alle porte, le istituzioni vengono percepite distanti, i fornitori e le bollette arrivano puntuali e i conti da pagare sono sempre più salati.

Non si tratta solo del caro-energia: certamente questo ha colpito non poco, ma ha scatenato una reazione a catena da cui è scaturita una crescita dei prezzi delle materie prime, per citare una delle voci in continua salita nel bilancio delle attività. Un pericoloso circolo vizioso, “un cane che si morde la coda”. Pende una spada di Damocle di non poco conto e urge una risposta immediata ed efficace.

«L’estate porta con sé tante cose belle, ma purtroppo le bollette arrivano a settembre e se queste non calano non si riuscirà ad andare avanti – spiega Maria Assunta Poli, proprietaria di un negozio di frutta e verdura sulla Sala – Il problema è soprattutto politico, urge un intervento dello Stato. Inoltre noi cittadini dobbiamo essere uniti perché siamo tutti sulla stessa barca: è la squadra che vince, altrimenti la nave affonda».

Anche Arduino Orsi, titolare de La Norcineria, è sfiduciato dalle istituzioni: «A loro non chiedo più nulla ormai. I rincari ci sono, soprattutto sull’energia, e non si prospettano tempi facili. Attendo la riapertura delle scuole e vedrò come andrà l’inverno».

L’incombere della stagione autunnale turba anche l’animo di Alessia Paoli, proprietaria del Cafè Le Blanc, che espone la sua preoccupazione di fronte a una situazione non semplice: «Le bollette sono più che raddoppiate, ma questa non è l’unica voce aumentata nel bilancio: è rincarato tutto. Il prezzo di un prodotto comprato dal fornitore cresce nel giro di pochi giorni, ma al cliente non posso far pagare di più un servizio che prima ha pagato meno. A lungo andare la situazione diventerà insostenibile per tutti, è una catena che rischia di rompersi senza un cambiamento dall’alto: meno buoni propositi in campagna elettorale e più fatti».

Ed è proprio sui discorsi della politica ai quali poi non seguono azioni concrete, che si sofferma anche Marco Giannini, titolare del Caffè San Giovanni: «Non avevo mai visto una situazione simile: quando i costi fissi sono maggiori dei ricavi bisogna chiudere. Inoltre il recente maltempo ha rotto due ombrelloni. Avere i tavoli pieni di clienti e non vedersi tornare indietro niente è drammatico».

Un’estate positiva anche per la Bottegaia, l’attività di Alessandro Olmi, che evidenzia «un buon afflusso di turismo, soprattutto dall’estero, che ha compensato la minor presenza di italiani. L’autunno e l’inverno saranno però molto freddi, in tutti i sensi, e il caro energia diventerà insostenibile: in un anno la mia bolletta è quasi quadruplicata, inoltre ho registrato un rincaro delle materie prime».

Le parole di Simone Bani, proprietario de La Nicchia, sulla Sala, confermano un luglio e un agosto per molti sopra le aspettative, ma testimoniano anche l’aumento dei prezzi: «Il 30 per cento sui biglietti da visita, ma pago di più anche la farina. Conto sulle mie braccia, non aspetto le istituzioni e tanto meno le associazioni di categoria».

Anche Marco Giannini fa notare che «il governo si rivolge alle associazioni: queste mediano e le attività chiudono. C’è qualcosa che non quadra».

Perché per i commercianti non è semplice rispondere ai rincari: «Non ho aumentato i prezzi - spiega Maria Assunta Poli - Ma non so quanto riuscirò a resistere così». E Simone Bani è della stessa opinione: «I margini cominciano a essere esigui».
 

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