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La tragedia

Montale, uccisa dalla leucemia a dieci anni

Montale, uccisa dalla leucemia a dieci anni

La piccola Rebecca ha lottato a lungo contro la grave malattia. Gremita la chiesa di Montale ieri pomeriggio per l’ultimo saluto

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MONTALE. Rebecca Marseo, la piccola di 10 anni di Montale malata da tempo di leucemia, non ce l’ha fatta ed è morta all’ospedale Meyer di Firenze proprio nel giorno di Ferragosto.

Alle sue esequie, nella chiesa parrocchiale di Montale, ha partecipato tutto il paese con le lacrime agli occhi. Solo i suoi compagni di classe, guidati dalla loro maestra Raffaella, hanno mostrato di affrontare questa terribile situazione senza mostrare segni evidenti di commozione. Seppur affranti, hanno partecipato con attenzione alla cerimonia funebre e, una volta terminata, si sono schierati davanti al feretro per liberare in aria una selva di palloncini bianchi. Accanto a loro, anche la cavallina bianca e nera su cui Rebecca amava montare, agghindata come in un dì di festa.

La morte della piccola ha gettato chiaramente nello sconforto i suoi genitori Enrico e Veronica che, negli anni della malattia, si sono prodigati per lei in ogni modo. Enrico ha però dovuto continuato a seguire l’attività di recupero di tessuti di cui si occupa da sempre, mentre Veronica non ha lasciato mai sola un secondo la sua bambina che, giorno dopo giorno, se ne stava andando. Molto conosciuti a Montale, i due hanno anche un’altra figlia di tre anni più piccola di Rebecca.

Nell’omelia, don Paolo Firindelli ha fatto notare come «non esistano parole per descrivere il lutto per la morte di un figlio. Chi perde un genitore é orfano, chi perde il coniuge é vedovo ma non esistono termini per descrivere un simile strazio».

Eppure, in un momento di simile drammaticità, don Paolo ha cercato di ricordare i momenti più belli della breve vita della piccola Rebecca. Come ad esempio il suo amore per la musica, e in modo particolare, per la canzone di Alessandra Amoroso “Vivere a colori”che, a fine cerimonia, i suoi piccoli amici hanno cantato a squarciagola come a voler scacciare l’infinita tristezza che attanagliava i loro cuori.

Nella sua pur brevissima vita, Rebecca ha avuto anche modo per farsi ricordare per la sua saggezza. «Giocando a carte con la famiglia in un momento di serenità – ha ricordato don Paolo – Rebecca vinse la partita. A chi le faceva i complimenti, rispose “solo dalle sconfitte si impara. Quando si vince, non si apprende niente”perché la vita scorre facile».

Il commiato é stato riservato al sindaco di Montale Ferdinando Betti, che ha assistito alla cerimonia da dietro l’altare. Con la voce rotta dall’emozione, ha detto che «quando muore un bambino, perdiamo una parte del nostro futuro».

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