Lutto
Il liceo scientifico non cambia e resterà “Amedeo di Savoia”
La decisione del consiglio d’istituto dopo la proposta del collegio docenti
PISTOIA. Il liceo scientifico Amedeo di Savoia duca d’Aosta continuerà a chiamarsi con il suo nome originale. Il consiglio d’istituto ha infatti respinto la proposta di ribattezzare la scuola, proposta formalizzata nel corso di un collegio dei docenti e che aveva suscitato subito un vasto dibattito in città. Il consiglio di istituto ha deciso a larga maggioranza di mantenere il nome del membro di casa Savoia, quello che la scuola ha sempre avuto fin dall’inizio. La questione era stata affrontata nel corso della riunione del 30 giugno scorso, ma senza darne notizia ufficiale. A rendere pubblica la decisione, una nota dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) che, a proposito della scelta, parla di «occasione perduta». Interpellato sul voto in consiglio, il dirigente del liceo Paolo Biagioli non ha voluto confermarlo, sostenendo che «sono cose che riguardano la scuola».
In realtà, come detto, la proposta del collegio dei docenti ha aperto una vivace discussione in città. Da una parte chi appoggia la proposta sottolinea le gravi responsabilità di Casa Savoia e dello stesso Amedeo nell’appoggio al regime fascista e alla sua politica coloniale. Dall’altra chi ne metteva comunque in luce i valore militare (medaglia d’oro ) e l’ appoggio non certo fanatico a Mussolini.
Tornando al documento dell’Anpi, sul caso specifico quest’ultima si schiera tra i favorevoli alla rimozione del nome attuale. «In uno Stato democratico che avesse scelto di fare i conti con il proprio passato totalitario e coloniale, il nome di Amedeo di Savoia sarebbe stato tolto immediatamente dalla facciata del iceo scientifico di Pistoia, come da molte altre scuole, strade e piazze d'Italia, e sostituito con altri nomi più rispondenti ai principi fondativi della Repubblica, valori che nella Costituzione si contrappongono ai miti bellicisti e coloniali del fascismo. La sostituzione di quel nome, ieri ed oggi, non doveva essere una scelta di parte, tanto meno motivata da intenti propagandistici e di speculazione ideologica, bensì avrebbe dovuto essere condivisa in virtù della comune adesione ai valori della Costituzione. Non sarebbe stato un atto di " culture cancel" e tanto meno di volontà iconoclastica nei riguardi di un eroe, ma il frutto di una conoscenza storica approfondita e non settoriale».
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