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Pistoia

«Siccità, i boschi montani perdono in anticipo le foglie»

La siccità riguarda non solo gli ulivi ma anche gli alberi dei boschi montani stanno perdendo in anticipo le foglie
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La siccità riguarda non solo gli ulivi ma anche gli alberi dei boschi montani stanno perdendo in anticipo le foglie

Emergenza idrica Orlandini (Cia Toscana centro): le specie forestali destinate a cambiare quota

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PISTOIA. Costi delle materie prime alle stelle e poi l’emergenza siccità, quando ancora non si vede all’orizzonte nessun piano irriguo regionale. Senza dimenticare le speculazioni in atto per il grano.

Un’impennata dei prezzi in corso da fine 2021 e che ha visto un’ulteriore impennata con il conflitto in Ucraina. La situazione è sempre più complicata per le aziende agricole delle province di Firenze, Prato e Pistoia, sottolinea la Cia (agricoltori italiani della Toscana centro).

La siccità sta devastando le campagne della Toscana centrale: «Ormai siamo di fronte a una vera e propria emergenza – sottolinea Sandro Orlandini, presidente Cia Toscana centro – Campi all’asciutto da mesi, raccolti come il grano a forte rischio e produzioni come l’olivicoltura in forte crisi idrica con il concreto pericolo di ripetere l’annata tragica del 2021. Come più volte detto solo il 9% dell’agricoltura toscana beneficia di impianti di irrigazione, il resto deve sperare in precipitazioni e soluzioni provvisorie e di fortuna. Come più volte abbiamo ripetuto – aggiunge Orlandini – c’è impellente necessità di un piano irriguo regionale, che ancora non si vede».

E non piove neanche nei boschi della montagna pistoiese: «Siamo di fronte a una siccità tale che anche i boschi stanno soffrendo molto. Stiamo assistendo in tanti casi a ingiallimento diffuso e caduta anticipata del fogliame proprio a causa della scarsità di acqua. Se continua così anche le specie forestali autoctone sono destinate a cambiare di quota».

C’è bisogno di misure concrete, di interventi seri di manutenzione della rete idrica per un miglior utilizzo delle acque, ma anche di nuove opere di irrigazione, da piccoli invasi distribuiti per accrescere la resistenza dei territori a grandi impianti di desalinizzazione dell’acqua di mare, come in Israele, utilizzando in maniera efficiente ed efficace in primis i fondi del Pnrr. Inoltre, per Cia, sono necessari nuovi strumenti di assicurazione, tanto più che quelle che un tempo erano anomalie climatiche oggi stanno diventando la cronaca di tutti i giorni.

Servono interventi rapidi e sostegni sicuri da parte del Governo, della Regione Toscana e dell’Unione Europea a sostegno di tutte le aziende agricole, afferma Orlandini. «È necessario da parte dell’Ue, un fondo dedicato alle ripercussioni della guerra verso la nostra agricoltura, così come è avvenuto per il Covid. Servono tempi veloci e ristori certi». l

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