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Pistoia, prendono in giro una compagna che si era ubriacata: sospesi e poi reintegrati. Preside e vice a processo

È stato citato in giudizio anche il Miur: in caso di condanna il ministero pagherà i danni insieme alle imputate


22 giugno 2022 Massimo Donati


PISTOIA. Il ministero dell’Istruzione potrebbe essere chiamato a risarcire i danni in veste di responsabile civile nel processo che vede sul banco degli imputati la preside del Liceo artistico “Petrocchi” di Pistoia, la pratese Elisabetta Pastacaldi, e la segretaria, al tempo dei fatti contestati, dell’Organo di garanzia della scuola, la vicepreside Angela Borselli.

Falsità ideologica in atto pubblico rivelazione di segreto d’ufficio e diffamazione a mezzo stampa e tv: queste le accuse legate alle sanzioni disciplinari che furono comminate per ciò che avvenne il 28 marzo 2019, dopo l’assemblea d’istituto del Petrocchi alla “Cattedrale” ex Breda di Pistoia, dove una studentessa del liceo, allora 15enne, fu umiliata da alcuni compagni di scuola dopo che si era ubriacata.

Sostanzialmente, le accuse riguardano le sanzioni disciplinari (sospensioni, poi annullate dopo il ricorso) inflitte a due studenti che non presero parte a quell’episodio: assieme ai genitori, tutti rappresentati dall’avvocato Fabio Maria Galiani, saranno parti civili nel processo.

Ieri mattina, nell’ambito di quella che avrebbe dovuto essere la prima udienza del processo – subito rinviata per un difetto delle notifiche alle imputate – l’avvocato romano ha avanzato al tribunale la richiesta di citazione in giudizio del ministero, ritenendo che i danni arrecati ai due ragazzi da lui rappresentati siano derivati da condotte della preside e della vice preside svolte nell’ambito delle loro funzioni. Per questo il risarcimento, in caso di condanna, dovrebbe essere pagato anche dal ministero, in solido con le due imputate.

Fu il legale romano, l’11 aprile di tre anni fa, a depositare un esposto in procura contro la preside e la sua vice, in cui sottolineava che i due ragazzi non erano lì davanti alla “Cattedrale” mentre altri studenti, dopo il festino a base di alcol, legavano con il nastro adesivo e pitturavano il volto alla loro compagna di classe ubriaca: a quell’ora, durante la pausa dell’assemblea per la ricreazione, erano, come dimostrarono gli scontrini, a comprare la merenda. Ma soprattutto, nell’esposto spiegava come, il giorno precedente, al Liceo Petrocchi, non fosse riuscito a ottenere copia dei provvedimenti di sospensione per poterli impugnare ma di essersi sentito rispondere che non era possibile perché non erano stati ancora firmati dal presidente del consiglio di istituto.

Fatto sta che nel capo di imputazione si legge che Pastacaldi e Borselli sono accusate di falsità ideologica «poiché, la Pastacaldi in qualità di presidente e la Borselli in qualità di segretario dell’Organo di garanzia del Liceo artistico, competente sulla decisione in merito ai ricorsi presentati dagli studenti avverso le sanzioni disciplinari comminate a loro, formando il verbale della riunione tenuta il 26 aprile 2019 attestavano falsamente che: “il regolamento disciplinare con relative sanzioni nonché la struttura e la regolamentazione dell’organo di giustizia sono presenti nel Piano triennale di offerta formativa pubblicato sul sito del liceo”; “Non è stato possibile rilasciare copia semplice del provvedimento perché si tratta del verbale del consiglio di istituto che è un atto ufficiale e per la riproduzione di copia autentica sono necessari tempi tecnici”; “Per quanto concerne la firma mancante la vicaria si riferiva a quella della preside sulle eventuali copie autenticate e non quella della presidente sul verbale del consiglio d’istituto”.

La preside è inoltre accusata di diffamazione pluriaggravata, violazione del segreto di ufficio ed un ulteriore falso in atto pubblico «per aver alterato il regolamento disciplinare, inserendo le sanzioni già in esecuzione contro i ragazzi, facendo apparire che fossero già in vigore in precedenza».

L’accusa di diffamazione nei confronti della preside è relativa alle dichiarazioni rese in interviste sia ai giornali che in televisione.

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