Gioco
Il Consiglio di Stato boccia i superpoteri per il presidente della Fondazione
Annullata la sentenza del Tar del 2021
PISTOIA. Il Consiglio di Stato ha bocciato il ribaltone all’interno della Fondazione Marino Marini di Pistoia con il quale il presidente Carlo Carnacini si era visto attribuire dal consiglio di amministrazione poteri molto più ampi di quelli previsti dallo statuto. In particolare, la delega a gestire direttamente i rapporti con le istituzioni, le imprese, gli enti pubblici e le banche. Per garantire – questa la giustificazione – una maggiore agilità di gestione dell’istituzione.
La sentenza è un importante punto a favore di Comune e Sovrintendenza toscana ai beni artistici e archeologici, che si oppongono da tempo al progetto messo in campo ormai da quasi tre anni dalla Fondazione: il depotenziamento del polo espositivo pistoiese dedicato al grande scultore Marino Marini, ospitato a Palazzo del Tau e chiuso dal febbraio 2020, a vantaggio del museo Marini fiorentino. Un progetto delineato già nel 2019 dall’allora presidente della Fondazione Paolo Pedrazzini, e poi attuato con la chiusura del museo e il licenziamento dei responsabili degli eventi e dell’archivio e, successivamente, della stessa direttrice.
Il problema è lo statuto della Fondazione Marini pistoiese. Secondo quest’ultimo, è il consiglio di amministrazione a dover orientare la vita dell’ente. Proprio per questo la fondatrice Mercedes Pedrazzini, vedova del grande artista pistoiese, aveva voluto in quest’organo la presenza di rappresentanti della città e della massima autorità toscana in materia di beni artistici. Riteneva – Mercedes Pedrazzini – che Pistoia fosse da privilegiare anche rispetto a Firenze per quanto riguarda la conservazione di memorie e opere del marito.
E in effetti, rispetto al progetto di depotenziamento di Pistoia, avere a che fare con tre membri (su sette totali) contrari è stato chiaramente un problema in più per il vertice della Fondazione e la maggioranza del cda. Basti pensare al vincolo di pertinenza apposto dal sovrintendente alle opere di Marini conservate al Tau, che ne ha sinora bloccato lo spostamento. I nuovi poteri conferiti al presidente avrebbero consentito quanto meno di contenere il problema.
Per questo il consiglio di amministrazione della Fondazione si era autospogliato dei suoi stessi poteri con due delibere del 27 maggio e del 3 novembre 2020. Il prefetto di Pistoia, Gerlando Iorio, nel marzo successivo, era però intervenuto annullando il provvedimento. La Fondazione aveva fatto ricorso al Tar e i giudici toscani, nel luglio scorso, avevano annullato il blitz del prefetto, riconsegnando i superpoteri al presidente.
Contro quella sentenza la prefettura – attraverso il Ministero dell’interno – si era però appellata al Consiglio di Stato. E quest’ultimo, il 12 maggio, ha accolto l’appello, cancellando la decisione del Tar e restituendo efficacia allo stop pronunciato nel marzo 2021 dal prefetto Iorio. La sentenza è stata pubblicata ieri. Niente pieni poteri, quindi, per il presidente Carlo Carnacini. Il Consiglio di Stato ha richiamato tutti al rispetto dello statuto della Fondazione, che per il presidente prevede solo «compiti attuativi dei deliberati assunti... dall’organo collegiale», che rimane quindi il titolare dei poteri di indirizzo.
Resta il fatto che al momento il Museo Marini di Palazzo del Tau rimane chiuso, in attesa del completamento dei lavori di adeguamento intrapresi dal Comune.
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