Il Tirreno

Pistoia

Incendio all’ospedale si segue la pista del dolo

Massimo Donati
Un camion dei vigili del fuoco fermo davanti all’ingresso dell’ospedale San Jacopo, la mattina in cui è scoppiato l’incendio nella saletta multiculto dell’ospedale
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Un camion dei vigili del fuoco fermo davanti all’ingresso dell’ospedale San Jacopo, la mattina in cui è scoppiato l’incendio nella saletta multiculto dell’ospedale

È quasi certamente doloso l’incendio divampato nella mattinata dell’8 giugno all’intero di un ripostiglio della “saletta multiculto” dell’ospedale di Pistoia

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PISTOIA. È quasi certamente doloso l’incendio divampato nella mattinata dell’8 giugno all’intero di un ripostiglio della “saletta multiculto” dell’ospedale di Pistoia. I tecnici dei vigili del fuoco non hanno trovato alcuna traccia che potrebbe ricondurre a una causa accidentale, come un corto circuito o un mozzicone di sigaretta finito tra la carta lì immagazzinata. Tutt’altro. La modalità con cui il fuoco si è propagato farebbero supporre che qualcuno lo ha appiccato volontariamente. La certezza potrebbe arrivare dagli esami di laboratorio in corso, che puntano alla ricerca di eventuali tracce di sostanze acceleranti, come alcol o idrocarburi.

Molto più ardua sarebbe, eventualmente, la successiva indagine per identificare l’autore del gesto. Anche per il fatto che la “saletta multiculto”, così come l’antistante cappella cattolica, è aperta 24 ore su 24 per consentire ai ricoverati di frequentarla in tutto l’arco del giorno e della notte. Tante, quindi, le persone che potrebbero essere state riprese dai sistemi di videosorveglianza .

Fatto sta che nella tarda mattinata di mercoledì della passata settimana, al San Jacopo ci sono stati momenti di apprensione quando è scattato l’allarme antincendio. Un episodio che, per quanto inquietante, si è risolto con un bel po’ di fumo e molti disagi, senza conseguenze per le persone.

Sono stati i sistemi elettronici di rilevazione del fumo a far scattare l’allarme intorno a mezzogiorno e mezzo, quando l’incendio si è sviluppato in un ripostiglio della saletta dedicata agli altri culti religiosi, che, al primo piano, si trova di fronte alla cappella cattolica. All’interno della piccola stanza, molta carta, lampade votive e altre attrezzature. A quel piano si trova l’area commerciale dell’ospedale, lontana dai reparti. I primi a intervenire sono stati gli operatori interni dell’ospedale, la squadra antincendio formata appositamente fra il personale dell’Asl, che hanno individuato la zona dell’incendio per poi spegnerlo con gli estintori, chiudendo, nel frattempo, le porte tagliafuoco del corridoio per impedire che il fumo invadesse le altre ali dell’edificio.

Poco dopo, sono arrivati i vigili del fuoco. Attivate all’istante le procedure di emergenza previste dalla normativa aziendale per questi casi. Per un paio d’ore nessuno è stato fatto entrare all’interno dell’ospedale, dove si è diffuso un intenso odore di plastica bruciata. Le attività all’interno dei reparti ospedalieri sono proseguite regolarmente, in quanto, come detto, l’area commerciale è di fatto separata da quella sanitaria. L’orario in cui si è verificato il principio di incendio ha coinciso tuttavia con quello in cui è previsto l’ingresso dei visitatori e pertanto le visite ai pazienti hanno subito un ritardo di circa un’ora e mezzo, così come le prestazioni ambulatoriali, che poi sono riprese regolarmente.

Rinviate invece quelle previste nel Polo C, che si trova al primo piano.

Al San Jacopo sono arrivati anche i carabinieri del Nas, per valutare eventuali rischi per la salute derivanti dal fumo.l


 

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