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Tripudio per il Tomasi bis: «Hanno vinto le nostre idee»

Il sindaco: «Pistoia è come me: libera, democratica, civile, partecipativa» Grande festa in piazza del Duomo: tra cori da stadio e bandiere tricolori


14 giugno 2022 Luca Signorini


Un concerto rock, parecchia gioventù a saltare. Una curva da stadio, c’è il coro simbolo: “Tanto già lo so che per 5 anni avrò Tomasi sindaco”. Prima il cartonato benedetto, poi il confermato primo cittadino in carne e ossa. Un mare di baci e abbracci, battimani. È una bolgia piazza del Duomo per Alessandro Tomasi. Lui arriva già frastornato dopo le 21, con la certezza in tasca di sedere ancora sulla poltrona più prestigiosa di Palazzo di Giano. Per altri cinque anni.


Lo braccano per primo i cronisti, la folla lo circonda. Il sindaco ha gli occhi lucidi. Non è da esultanze sguaiate, mantiene l’aplomb. Composto nel giubilo, quella gioia che non ti fa dormire la notte, lenta a manifestarsi (se non con il sorriso stampato sul viso) ma che poi nel tempo ti rende sereno l’animo. Esplode così, nella giusta pacatezza.



«Hanno vinto le nostre idee, quello che abbiamo seminato e che ora dobbiamo raccogliere, ha vinto parlare di futuro», sono le prime parole di Tomasi ancora sindaco di Pistoia. «La riqualificazione del Ceppo, il progetto di Bottegone, i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che siamo riusciti a intercettare». Gli scappa anche un «grazie pistoiesi», quasi sussurrato. Va nel merito: «Io come ho sempre detto, fin dal 2017, sarò il sindaco di tutti. Sono figlio di questa terra, della quale ho grande rispetto. Pistoia è come me: libera, democratica, civile, partecipativa».

Un gancio a un ragionamento politico: «Ringrazio tutta la coalizione chi mi ha sostenuto, siamo stati uniti e compatti, uno spirito che ci ha permesso di confermarci alla guida della città. Ma noi abbiamo sempre goduto di massima libertà, non abbiamo padroni. Pensiamo soltanto a Pistoia. Per questo troveremo facilmente una sintesi tra tutte le lista che mi hanno sostenuto». Aggiunge: «Questa vittoria ce la siamo guadagnata con le unghie e con i denti. È un risultato che nasce dalle cocenti sconfitte, dalle sezioni elettorali, dal volantinaggio, dai giovani, insomma dal basso».



Fratelli d’Italia (insieme alla lista civica Ale Tomasi sindaco) principale artefice dell’affermazione al primo turno. «Giorgia Meloni mi ha chiamato, mi ha fatto i complimenti, io l’ho ringraziata per la fiducia», afferma ancora. Il pensiero per Federica Fratoni e gli altri sfidanti. «È stata una campagna dura e leale, lei è stata in campo dal primo all’ultimo minuto. Ho massimo rispetto per Federica, che è stata tra i primi a chiamarmi».

Poi Tomasi viene trascinato via dalla folla. Abbraccia i genitori, prende in collo il figlio, viene portato in spalla dai suoi fedelissimi. Il tono della piazza aumenta. Stappa una bottiglia di spumante, il sughero vola in aria, l’eccitazione cresce. Tra le gambe e gli occhiali sull’acciottolato ci sono il sindaco di Pisa Michele Conti, gli omologhi di centrodestra della Valdinievole, Luca Baroncini di Montecatini e Fabio Berti di Chiesina Uzzanese. Il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra: «Questo è un modo per sfatare la narrazione del centrosinistra, che ci considera meteore ed errori della storia - afferma - e noi siamo il perno della coalizione». Non lontano Alessandro Capecchi, consigliere regionale dello stesso partito: «Hanno vinto 5 anni di buon governo, per noi la politica è passione e impegno per la nostra città. E una delle grandi soddisfazioni è veder crescere una nuova classe dirigente», sottolinea.

Alessandro Tomasi, 42 anni, è confermato sindaco. Pistoia resta nelle mani del centrodestra, prima del 2017 non era mai successo nella sua storia. l


 

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