Gioco
Bufera nel Movimento 5 Stelle. Attivisti contro Nicola Maglione
L’attacco: «Perché si è alleato con un Pd che ha scelto Italia Viva?»
PISTOIA. «La libertà di pensiero, fortunatamente esistente, è l’esigenza primaria delle Libertà. Diventa però per noi inconcepibile comprendere come a un tratto e senza alcuna spiegazione il Movimento 5 Stelle, nella esclusiva figura del consigliere uscente Nicola Maglione, abbia abbandonato l’alleanza con le forze progressiste per ritrovarsi in braccio a Italia Viva».
Nomi vergati sulla mail inviata alla stampa, cinque attivisti del Movimento dichiarano, a pochi giorni dal voto, tutta la loro contrarietà all’alleanza Pd-M5S. Con un centrosinistra capitanato dal Pd che si è apparentato con Italia Viva per spingere la candidata Federica Fratoni verso Palazzo di Giano: «È per noi difficile capire e anche accettare una coalizione con forze più vicine a Forza Italia che al centrosinistra. Incomprensione accentuata dal fatto che Maglione ha partecipato quasi sempre da solo alle riunioni».
Michele Parronchi, Luca Giardina, Giuseppe Bosco, Marcello Cesare, Marco Soagnesi, Giuliana Vitale esplicitano tutti i loro dubbi: «Abbiamo assistito, riportati dai media, agli incontri del Movimento con le forze progressiste che attualmente sostengono Francesco Branchetti. Seppur mai interpellati, l’approccio ci ha trovati contenti poiché lo ritenevamo consono e in sintonia rispetto a ciò che si stava facendo a livello nazionale».
«È stato così formulato – ricordano – un programma comune, con tanto di simboli. E tutto è proseguito coerentemente, con la richiesta formale verso il Pd di condividere il percorso, auspicando la nascita di un candidato comune. Il Pd, per tutta risposta, dopo un discreto periodo di silenzio, ha annunciato la sua attuale candidatura con Federica Fratoni, in completa autonomia e con le uniche forze politiche collegate, cioè Italia Viva e Socialisti, racchiusi nella lista “Civici e riformisti”.
Sì – chiosano Parronchi e gli altri – proprio quell’Italia Viva di Matteo Renzi, che non perde occasione per gettare fango su Giuseppe Conte. Cos’ha fatto decidere Maglione per queste scelte? – si chiedono – Quali sono le motivazioni politiche? Se avesse condiviso con noi questi passaggi forse ora non avremo così tanti dubbi. Ma tra chi ha creduto nel Movimento pistoiese ora lo sconcerto regna sovrano». l
Tiziana Gori
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