Gioco
Domani l’addio a Umberto Flori, costruttore geniale e amante del bello
Dolore per la scomparsa del noto imprenditore. Da questa mattina la salma è esposta al San Jacopo
PISTOIA. Sarà celebrata domanoi alle 15,30, nella chiesa di San Bartolomeo, a Pistoia, la cerimonia funebre per Umberto Flori, il noto imprenditore edile morto nel pomeriggio di sabato in un bosco a monte di Villa di Baggio, colpito da un infarto che non gli ha lasciato scampo mentre, con gli amici del Moto club Valdibure, era impegnato in una delle consuete gite in mezzo alla natura in sella alla sua moto da enduro. Da questa mattina, la sua salma è esposta alle cappelle del commiato dell’ospedale San Jacopo.
Tanti i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia dopo che la tragica notizia ha iniziato a diffondersi in città.
«Con Umberto Flori scompare l’esponente di una generazione di costruttori figlia di quella che aveva riedificato il Paese sulle macerie della guerra, e a cui appartenevano il nonno Arrigo e il padre Marcello – si legge nel comunicato stampa diffuso ieri da Giacomo Salvi, presidente della consulta di Pistoia dell’Associazione nazionale costruttori edili Toscana Nord – Ma Umberto, pur legatissimo alle sue origini, tentò con successo strade nuove: e si dedicò, fra le altre cose, agli investimenti immobiliari nei Paesi dell’Est Europa che in pieni anni Novanta erano praterie da esplorare per chi, come lui, avesse avuto la curiosità e il coraggio di inventarsi percorsi originali. Attivissimo anche sul piano associativo, fu uno dei primi presidenti del gruppo dei Giovani industriali dell’allora Assindustria Pistoia, prima di intraprendere il percorso delle cariche all’interno della sezione edile di Pistoia: membro del consiglio direttivo, consigliere della Cassa e scuola edile e, infine, presidente dell’Ance Pistoia».
Andrea Gualtierotti lo ricorda come «il costruttore più geniale e antesignano del gusto che ho avuto il piacere di conoscere. Persona di grande simpatia e genialità attento oltre misura ai particolari degli uomini».
Primo di cinque tra fratelli e sorelle, Umberto Flori era figlio di Marcello Flori, l’“imprenditore-galantuomo”, il “cavaliere del mattone” scomparso nel 2008 a causa di un’improvvisa emorragia addominale: a capo di una delle aziende edili più antiche e stimate di tutta la provincia di Pistoia, per due mandati consecutivi era stato presidente dell’Associazione Industriali.
Oltre alla compagna Moira e al figlio, Umberto Flori lascia le sorelle Annalisa e Silvia e i fratelli Francesco e Federico.
Come detto, l’imprenditore è stato colpito dal malore fatale mentre era impegnato in una gita nei boschi con il Moto club Valdibure: la moto era una delle sue grandi passioni, e anche un modo per tenersi in forma in mezzo alla natura dopo i problemi di salute avuti alcuni anni fa.
«Noi tutti ti ricorderemo per la tua allegria e per la tua disponibilità – scrivono su Facebook gli amici dellì’associazione – Ad ogni evento sapevamo di poter contare su di te e a ogni girata potevamo apprezzare la tua allegria e compagnia. Non ci dimenticheremo mai di te».
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