Il Tirreno

Pistoia

Comitato tiene in vita l’asilo parrocchiale

Tiziana Gori
L’asilo nido “Don Claudio Pisaneschi” di via Pollacci, a Casalguidi
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L’asilo nido “Don Claudio Pisaneschi” di via Pollacci, a Casalguidi

Raccolte 400 firme per salvare il “Don Pisaneschi”. Gruppo di genitori subentra nella gestione e riapre le iscrizioni

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CASALGUIDI. «A dicembre don Andrea Mati ci ha detto che l’asilo non aveva prospettive. La pandemia, il calo delle iscrizioni, le suore Mantellate che se ne erano andate nel 2018... Tutta una serie di motivi per cui la parrocchia riteneva che, dopo 85 anni, l’esperienza dell’asilo “Don Claudio Pisaneschi” dovesse ritenersi conclusa».

Una prospettiva che un gruppo di genitori e parrocchiani ha deciso di non accettare senza prima aver tentato di capire se c’erano delle possibilità di non interrompere la realtà educativa avviata da don Claudio nel 1936.

Un incontro pubblico, altri incontri con il vescovo, il vicario, il Comune. Una petizione. Gli occhi che si accendono: «Dopo l’assemblea pubblica – spiega Giovanni Frosini – abbiamo raccolto in pochi giorni più di 400 firme a sostegno dell’asilo. Lì abbiamo capito che potevamo farcela». È nato un comitato, che ha presentato al consiglio pastorale un progetto di affiancamento e subentro nella gestione dell’asilo. «Il consiglio pastorale ha approvato il 28 aprile all’unanimità il nostro progetto. Ci aspetta – afferma Frosini – un compito difficile, ma necessario. Lo dobbiamo a tutte le persone che per quasi 90 anni si sono impegnate in questa istituzione. E crediamo che la nostra comunità abbia bisogno di rinnovamento. Vediamo in questa crisi un’occasione per ricreare una parrocchia viva, ma anche un luogo nel quale le famiglie si sentano comprese, accolte. Qualcosa di bello e prezioso. Diverso dal precedente, ma ugualmente amato come quello dei nostri nonni, dei nostri genitori, delle nostre suore».

Il “Don Pisaneschi” riceve «il finanziamento previsto per le scuole paritarie, che da solo però non basta. Le nostre rette sono tra le più basse della Piana (fino allo scorso anno 125 uro al mese, ndr), e intendiamo fare il possibile per mantenerle tali, anche a fronte di un orario prolungato del servizio e di una nuova impostazione educativa».

Per farlo servono altri finanziamenti, che si cercherà di raccogliere attraverso appelli sui social, cene a tema, mercatini di solidarietà. Il Comune, dal canto suo, ha promesso un aiuto. «Ci costituiremo in cooperativa sociale. Se in questo primo anno di ripartenza troviamo un numero di bambini sufficiente a ricreare la prima classe, con l’aiuto economico promesso dal Comune riusciamo a proseguire. Per quanto riguarda l’asilo – prosegue Frosini – abbiamo in programma una serie di attività: laboratori di teatro, d’informatica, rudimenti di lingua inglese. Abbiamo una mensa che è sempre stata valida e che intendiamo migliorare con l’offerta di prodotti locali». A questo aggiungiamo l’esperienza dell’orto, voluta alcuni anni fa da don Andrea, e a cui il parroco ha promesso di continuare a contribuire.

« Il nostro asilo può offrire proposte formative nuove, rimanendo ispirato ai valori cristiani».

Sul fronte insegnanti «con l’aiuto della Fism (la Federazione italiana scuole materne, ndr)attiveremo percorsi di formazione in continuo». È previsto l’inserimento di pedagogisti (già individuati) che sia affianchino al lavoro delle maestre.

Il primo fine settimana di “Open day” è previsto per il 14 e 15 maggio: «Abbiamo una classe terza, con 10 bambini di 5 anni, poi una classe seconda con 8 bambini e, al momento, 7 iscrizioni per la prima. Vorremmo arrivare a 15-16». Numero che potrebbe essere raggiunto con la novità dell’orario prolungato: «Per chi ne faceva richiesta c’era la possibilità di lasciare il figlio fino alle 17, noi estendiamo alle 18».

Il comitato chiede l’aiuto della comunità: «Nel 1936 don Pisaneschi ha aperto l’asilo, interessato nel 1978 da un ampliamento strutturale importante, a cui ha contribuito tutto il paese. Partiamo da una base di diverse migliaia di euro di deficit, che speriamo di colmare con il sostegno di tutti».

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