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“Dialoghi di Pistoia”, Roberto Saviano tra gli ospiti del festival dell’antropologia
Un’edizione ricca quella in programma dal 27 al 29 maggio. Tema: la narrazione come strumento per raccontare la realtà
PISTOIA. Torna nel weekend dal 27 al 29 maggio il festival dell’antropologia contemporanea che da tredici anni nutre la fame di cultura di pistoiesi e non.
L’ultima edizione si era svolta lo scorso settembre in un formato ridotto per via delle restrizioni anti-Covid. Questa volta si torna al 100% della capienza e al folto programma cui eravamo abituati prima della pandemia. Tante le novità, a cominciare dalla denominazione del festival: non più Pistoia – Dialoghi sull’Uomo, ma Dialoghi di Pistoia. «Già tutti ci chiamavano in questo modo», ha spiegato Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice della kermesse. «Ci è sembrata una cosa a un tempo naturale e motivo di orgoglio – ha proseguito – perché ormai la città si è fatta festival. Nel corso degli anni c’è stata peraltro un’evoluzione sociolinguistica e alcune persone non si sentono più rappresentate sotto la definizione “uomo”. Così abbiamo optato per una dicitura più semplice e immediata».
Il tema di quest’anno sarà “Narrare humanum est. La vita come intreccio di storie e immaginari”. Dai miti classici al cinema, dalla fiaba al web, dalla psicoanalisi allo storytelling, quest’anno il festival indagherà la narrazione come strumento attraverso il quale l’uomo crea immaginari multiformi che plasmano il mondo. «Oggi tutto pare dover essere narrazione» ha chiosato Giulia Cogoli. «Dalla politica alla medicina le nuove tecnologie stanno imponendo a tutti noi questa modalità di espressione. I Dialoghi di Pistoia, con tante voci diverse, approfondiranno perché abbiamo bisogno di storie e perché le raccontiamo. Le nostre narrazioni sono infatti la rappresentazione delle nostre realtà e i nostri immaginari ci dicono chi siamo».
Come le precedenti, anche questa tredicesima edizione del festival sarà promossa da Comune di Pistoia e Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, presieduta da Lorenzo Zogheri. Di nuovo ci sono il patrocinio e il sostegno della Regione Toscana, che si uniscono al patrocinio di Provincia e Ministero della Cultura in essere già negli anni passati.
In più, questa volta ci sarà anche la sponsorizzazione di Intesa San Paolo. «Siamo alla tredicesima edizione – ha esordito Zogheri, presidente della Fondazione Caript – ma è come se fosse la prima. Dopo l’edizione 2020 totalmente online e quella scorsa organizzata in presenza ma con un numero di incontri ridotti e capienza limitata, per il festival è arrivato il momento della ripartenza.
Il programma sarà il più ricco numericamente, accogliendo come sempre nomi importanti della cultura tra i quali Dacia Maraini e Roberto Saviano. Un appuntamento per superare le restrizioni e riattivare la socialità, nella certezza che soltanto il dialogo può darci la consapevolezza di appartenere a una medesima comunità».
Un’edizione che pur portando il nome di Pistoia non resterà rintanata entro i limiti della cerchia muraria della città. Al contrario, il festival abbraccerà per la prima volta la Valdinievole ospitando due spettacoli al teatro Verdi di Pescia. Palcoscenico di alcuni incontri sarà infine il Palazzo dei Vescovi, sede assieme al Museo Civico della mostra Medioevo a Pistoia, prolungata appositamente fino al 29 maggio per consentire la concomitanza con i Dialoghi di Pistoia.
«Sarà un’edizione particolare – ha spiegato Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia – innanzitutto perché il festival porterà il nome di Pistoia. Sono contento che l’iniziativa si ampli su Pescia, perché è così che deve essere pensato il nostro territorio: unito. Sono sicuro che anche questa edizione lascerà un segno positivo sulla comunità».
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