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Pistoia

La Cgil: «Precario un postino su tre, adesso basta»

Vanessa Vannacci
Un postino mentre recapita un pacco (foto d’archivio)Ì
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Un postino mentre recapita un pacco (foto d’archivio)Ì

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PISTOIA. «Pistoia è l’unica provincia in Italia dove negli ultimi quattro anni Poste spa non ha fatto nessuna assunzione di personale a tempo indeterminato nel servizio recapito». Così Daniele Gioffredi, segretario della Cgil di Pistoia, durante la conferenza stampa indetta dal sindacato Cgil di categoria, a cui hanno partecipato anche Luca Degli Innocenti della Sic Cgil e il portalettere Eneo Tesi, testimone di un lavoro sempre più precario e pieno di responsabilità.

Scopo della conferenza stampa era quello di illustrare le ragioni del conflitto di lavoro aperto con l’azienda e le proposte per migliorare attività e servizio. «Pistoia è stata la prima, a dicembre – racconta Luca Degli Innocenti – ad aprire il conflitto, ovvero a predisporre incontri che non hanno dato risultati. Nel frattempo anche le altre province della Toscana si sono mobilitate, ed eccoci qua che dal 14 marzo, insieme alle altre regioni dell’area del centro nord (Umbria, Marche, Emilia Romagna, nda) è iniziata un’ astensione da parte dei lavoratori dagli straordinari e dalle prestazioni aggiuntive che durerà fino al 13 aprile. Protestiamo per poter garantire un servizio migliore, per condizioni di lavoro sostenibili da un punto di vista della sicurezza e della salute dei lavoratori, per la necessità di garantire gli stessi diritti a chi è assunto con contratti a tempo determinato».

I numeri dei tagli agli organici del personale sono di rilievo: dal 2010 al 2021 nella Provincia di Pistoia gli addetti sono passati da 727 a 513, quindi meno 214 unità, oltre il 29 per cento. Rispetto al fabbisogno necessario di personale applicato agli sportelli degli uffici, a febbraio 2022 gli sportellisti mancanti nella filiale di Pistoia erano 14. Anche per quanto riguarda il settore recapito ci sono dati impressionanti: in due anni il personale stabile portalettere è diminuito da 139 a 113 unità, pari al 18,7 per cento. A gennaio il numero dei servizi di recapito privi di copertura con personale stabile è pari al 36 per cento del totale. Di conseguenza a Pistoia si ricorre per olre un quarto dell’organico ai contratti a tempo determinato, in quanto mancano rispetto al fabbisogno 24 portalettere stabili.

«Gli unici contratti che vengono proposti– continua Luca Degli Innocenti – sono a tempo determinato per 3/4 mesi, se va tutto bene rinnovati fino a 12 o conclusi prima. Si può dire che un postino su tre sia precario. Siamo arrivati ad un livello di criticità che non è più sostenibile». A questo proposito interviene anche Gioffredi: «In una fase così difficile per il nostro paese a livello economico e sociale, stride molto il fatto che un’azienda così non tenga conto di questi aspetti, azienda che nell’ultimo anno ha fatto utili di 1,6 miliardi».

Ancora Luca Degli Innocenti: «Questa fase conflittuale è stata aperta per chiedere due cose all’azienda: reintegrare il personale mancante e aprire un tavolo di confronto sulle proposte del servizio postale del futuro. Poste, è tutt’ora un servizio pubblico, le cui azioni sono per la maggior parte detenute dal governo, quindi deve continuare a svolgere un servizio pubblico».

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