Il Tirreno

Pistoia

Polo progressista-ecologista 

Branchetti in campo «per una politica che sappia sognare e prendersi cura»

Fabio Calamati
Foto di gruppo davanti al loggiato dell’ex ospedale del Ceppo con Branchetti (al centro)
Foto di gruppo davanti al loggiato dell’ex ospedale del Ceppo con Branchetti (al centro)

Il candidato di Sce, Articolo Uno, Si, Verdi e Rifondazione si è presentato con un incontro sotto le logge del Ceppo

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Mi chiamo Francesco e sono un infermiere». Si è presentato con queste parole Francesco Branchetti, 58 anni, coordinatore infermieristico e per anni volontario della Croce Verde, da ieri ufficialmente candidato sindaco del polo progressista-ecologista composto da Sinistra civica ecologista, Verdi, Rifondazione, Si e Articolo Uno.

Un richiamo alla professione anche nel luogo scelto, il loggiato dell’ospedale del Ceppo. Branchetti ha sottolineato più volte come sia centrale nella sua vita, e anche nella sua concezione della politica, la dimensione della cura, sia verso le persone che verso la città. Branchetti ha anche sottolineato l’ importanza del sognare , inteso come capacità di immaginare (e quindi realizzare) un futuro diverso e migliore. Una concezione da contrapporre alla mera «politica del fare», spesso strumentale e priva della capacità di mettersi in ascolto.

Sogni, ma anche prese di posizione concrete. Branchetti ha criticato duramente («uno scempio») la demolizione del padiglione Nuove Degenze all’ex ospedale del Ceppo, «mentre si destinavano servizi di assistenza e posti letto a spazi inadeguati» e «dove si è rinunciato, in questi anni, a una progettazione ambiziosa e capace di modificare, in positivo, il volto della città».

La città ha bisogno di «scelte coraggiose» come la pedonalizzazione di tutto il centro, fino alla stazione. O un futuro delle Ville Sbertoli da costruire grazie a fondi Pnrr. Pistoia, poi, «già Capitale, deve tornare ad essere città della cultura, per riconoscere la cultura come diritto di cittadinanza. Perché è la costruzione della conoscenza a renderci liberi di fare scelte democratiche responsabili».
Ad ascoltare Branchetti, circa un centinaio di sostenitori o semplici curiosi. Tra loro, i responsabili delle forze politiche che ne hanno sostenuto la candidatura: Fabrizio Geri per i Verdi, Piero Razzoli per Articolo Uno, Mattia Nesti per Sce, Daniele Cipriani per Si, Ivano Bechini per Rifondazione comunista.

Ad introdurre l’intervento di Branchetti, è stato il magistrato ed ex senatore Domenico Gallo, che ha sottolineato l’importanza di «pensare globalmente ed agire localmente», come ha auspicato possa accadere con la candidatura di Branchetti, «un segnale positivo nell’asfittico panorama della politica cittadina».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Perde il controllo dell’auto e si cappotta: muore a 45 anni l’ex calciatore Massimiliano Albini

di Andreas Quirici
Speciale Scuola 2030