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Ladri di auto di lusso a Quarrata: il blitz in concessionaria e le mosse per eludere l'allarme della "banda del buco"

Il proprietario ha visto tutta la scena dal sistema di videosorveglianza collegato al suo cellulare: i malviventi sono ricercati


04 aprile 2022 Tiziana Gori


QUARRATA. L’allarme è scattato alle una e trenta della notte tra venerdì 1 e sabato 2 aprile. Nicola Fiore, responsabile vendite della concessionaria AutoSole 2.0, in via Firenze, a Quarrata, ha aperto la app sul cellulare impiegando alcuni secondi per realizzare quello che stava accadendo: «Non riuscivo a credere ai miei occhi, e non perché pochi istanti prima stavo dormendo».

Due uomini, con i passamontagna calati sulla testa, i guanti alle mani, «il passo leopardato», come lo definisce non senza sarcasmo Fiore, stavano aprendo un paio d’auto di grossa cilindrata. Ormai il sistema di sorveglianza era entrato in funzione, ma per arrivare nel salone i due avevano, fino a quel momento, usato tutti i loro accorgimenti.

A sparire dalla concessionaria quarratina un’Audi RSQ3 da 400 cavalli (valore 100mila euro) e una Porsche Macan (valore di circa 85mila euro). Fiore, che è un corridore di rally, si trovava a Follonica per una competizione agonistica: «Ho preso l’auto e sono tornato a Quarrata». Forse con i tempi di un corridore di rally. «Dal cellulare avevo visto tutto quello che stavano facendo. Ho telefonato ai carabinieri. Il Nucleo radiomobile è arrivato in quattro minuti, sono stati rapidissimi. Ma ormai erano scappati con le due macchine. Per spaccare la vetrina hanno usato una Bmw».

I ladri entrati nell’autosalone erano due, ma probabilmente fuori c’erano dei complici ad aspettarli. In quella zona di via Firenze, nei pressi della rotonda, si trovano diversi capannoni ed edifici con attività commerciali e artigianali: «Ci sono segni di effrazione anche nel capannone accanto nella concessionaria. Qui sono entrati dal retro, tagliando un paio di recinzioni – dice il responsabile vendite indicando il punto dove sono passati i ladri – Poi hanno provato a sfondare il muro esterno dal basso. Dovevano avere dei martelli, o cose simili. A un certo punto hanno desistito, capendo che potevano entrare spaccando uno dei vetri in alto». Una volta all’interno si sono trovati di fronte una serie di uffici separati da vetrate e pareti: «Hanno scavalcato una vetrata e sono arrivati in un ufficio. Tutto questo per aggirare i sensori dell’allarme». Il secondo ufficio è però diviso dal terzo da una parete. Ecco che si sono messi a spaccare il cartongesso fino a quando non hanno creato un buco abbastanza grande per passare nella stanza successiva, dove hanno trovato le chiavi di alcune auto. «Li ho visti armeggiare intorno ad alcune macchine, poi hanno usato la Bmw come testa d’ariete per spaccare la vetrina e sfondare il cancello». L’auto, ormai danneggiata, è stata lasciata nel piazzale antistante, mentre i due ladri sono scappati con l’Audi e la Porsche.

«Ho pensato che non potevano essersi allontanati troppo. Due auto senza targa sono troppo vistose, e la benzina era poca. Scarsa autonomia». I carabinieri sono alla ricerca dei filmati dei distributori della zona.

E mentre sia i militari che alcuni amici, allertati dal responsabile vendite, perlustravano la Piana sotto una pioggia battente, alcune ore dopo Fiore ha ritrovato la Porsche. Una tenacia, e un intuito non da poco, lo hanno portato fino al distributore Tamoil situato poco prima dello svincolo per il casello dell’autostrada, tra Agliana e Prato. «Era seminascosta dietro il bar, con una gomma squarciata. Forse a causa di alcuni vetri. L’auto è già stata venduta e l’acquirente ha detto che la compra ugualmente, ma al momento è sotto sequestro in attesa dei rilievi della scientifica». Per l’Audi, è caccia alla “banda del buco”.

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