Attenzione
Nella casa confiscata alla mafia nasce un centro per giovani
L’Agenzia nazionale ha assegnato al Comune l’edificio e una proprietà agricola. Li gestiranno Libera, Cgil, Cisl, Uil e le scuole. Ci sarà anche un orto sociale
QUARRATA. A Catena di Quarrata, al numero civico 787 di via Statale, la legalità è tornata di casa e ieri 21 marzo, nel giorno della memoria delle vittime innocenti della mafia, è stato festeggiato questo ritorno.
A sancire il passaggio dall'illegalità mafiosa alla legalità ritrovata, c'erano il sindaco Marco Mazzanti, Alessandra Pastore in rappresentanza di Libera e tanti esponenti del mondo sindacale e dell'associazionismo dell'intera provincia. L'edificio, con annessa una proprietà agricola di 1.200 metri quadrati circa, è stato infatti assegnato per 18 mesi al comune di Quarrata dall'Agenzia nazionale dei beni confiscati alle mafie, in attesa che i tempi tecnici della burocrazia consentano un suo passaggio definitivo al patrimonio comunale. Nel suo futuro, c'è un centro aggregativo per i giovani, un giardino in memoria di chi le mafie ha ucciso senza alcun motivo e un orto sociale che sarà gestito dalle sezioni pensionati di Cgil, Cisl e Uil e dagli studenti delle scuole quarratine.
«Abbiamo voluto sottolineare con la nostra presenza in un luogo un tempo di proprietà mafiosa – ha affermato Alessandra Pastore di Libera – la vittoria della luce del bene sulle tenebre del male. La giornata del 21 marzo vuol ricordare proprio coloro che, pur essendo totalmente al di fuori di ogni logica mafiosa, hanno perso la vita perché si sono trovati accidentalmente sulla strada dei criminali. Ogni anno, vengono letti i loro nomi, affinché la loro memoria si consolidi nel nostro impegno per una cittadinanza attiva. Questa giornata viene celebrata non solo in Italia, ma anche in molte città dell'Europa, dell'Africa e dell'America Latina, proprio per evidenziare che le mafie sono un fenomeno globale».
Sull'aspetto di rigenerazione del bene attraverso un percorso comune fra generazioni, pone invece l'accento Alessandra Biagini della Cisl. «Sarà davvero bello vedere i giovani delle scuole lavorare fianco a fianco con gli anziani delle realtà associative. Tutti daranno il loro contributo per restituire a nuova vita questo bene che la camorra aveva proditoriamente incamerato nel suo patrimonio».
La bella giornata di sole e gli alberi da frutto fioriti hanno dato alla celebrazione un'aria di festa popolare che sa tanto di nemesi visto che su quella proprietà, anni addietro, regnava la legge della prevaricazione e della morte. «Pur non essendo particolarmente estesa – fa notare Andrea Brachi della Cgil – la provincia di Pistoia è una delle realtà territoriali con più beni confiscati alle mafie, segno evidente che queste organizzazioni hanno da tempo spostato i loro tentacoli anche alle nostre latitudini. Ogni 15 giorni – prosegue – l'Agenzia nazionale aggiorna in ogni provincia l'elenco di queste proprietà liberate dal giogo mafioso. E puntualmente, il numero di questi beni aumenta. La sinergia fra enti locali, mondo sindacale e galassia dell'associazionismo è a mio parere il giusto percorso da seguire per riconsegnare alla collettività tutti quei beni su cui le mafie avevano invece stretto i loro artigli».
Già nei prossimi giorni quindi, al civico 787 di via Statale a Catena e nel suo grande spazio verde circostante, i giovani di oggi e di ieri inizieranno i lavori per riqualificare uno spazio che, finalmente, sarà a disposizione di tutti.
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