Sicurezza
Ristoratori nei guai «Inutilizzabili i nuovi cassonetti» E parte la rivolta
Il titolare di un ristorante lancia una petizione in città «No a questa raccolta dell’organico, meglio il porta a porta»
PISTOIA. Una gigantesca raccolta firme per chiedere il ripristino del servizio di raccolta rifiuti com’era prima. A lanciare l’idea è Stefano Simoni, titolare del ristorante pizzeria Grano Lab di viale Belvedere. «Siamo tutti coinvolti, cittadini inclusi che non vogliono vedere sempre spazzatura in terra specialmente adesso che si va verso il caldo. Devo chiedere a più persone possibile di venire a firmare la nostra petizione presso la mia azienda, io non posso fare il giro di tutta la città» si legge sul suo profilo Facebook, da dove è partita l’idea della raccolta firme.
Stessa problematica sollevata qualche settimana fa dai fioristi pistoiesi, sul piede di guerra per il nuovo sistema di raccolta rifiuti con bocchettoni dei cassonetti troppo piccoli per poter accogliere gli scarti verdi. «Tutto è cominciato due mesi fa, quando è cambiato il sistema di raccolta per lo smaltimento dell’organico – spiega Stefano – sono stati installati i nuovi cassonetti per l’organico e l’indifferenziata e ci è stato tolto il servizio della raccolta porta a porta che era fondamentale per le nostre aziende. Eppure a parità di servizio la tassa sui rifiuti non è diminuita. Oltretutto non si capisce come mai nella zona di Sant’Agostino sia rimasto il servizio porta a porta, così come ad Agliana e Quarrata».
Una vera odissea dover ogni sera portare fisicamente i rifiuti agli appositi cassonetti, spesso situati lontani dai propri locali. «A fine serata, appena il locale chiude, devo riempire l’auto di tutto e di più, comprese bottiglie – continua – e trasportare tutto al cassonetto più vicino, a circa 300 metri di distanza. Ed io non sono messo proprio così male, dato che tanti altri ristoratori devono fare un tragitto molto più lungo». Non solo. Da una quarantina di giorni a questa parte i bidoni dell’organico sono cambiati ed è stato inserito il sistema della chiavetta. «Il problema è che il buco del cassonetto è largo circa 15 centimetri ed io ci devo infilare circa 15 litri di spazzatura. Cosa devo fare? Mi devo mettere a tagliare l’organico in piena notte, dopo il lavoro? Questo sistema di raccolta può andare bene solo per i rifiuti domestici».
Stefano ha fatto diverse telefonate ad Alia, ma inutilmente. «In poche parole mi hanno detto di adattarmi. Ma io non sono il tipo che si adatta facilmente. Oltretutto pagando sempre la stessa Tari».
Così Stefano lancia l’idea della raccolta firme. «Ho telefonato a vari ristoratori perché non è possibile andare avanti così. La raccolta firme è iniziata ieri (oggi per chi legge, nda) e vediamo cosa accadrà in un paio di settimane. Intanto ho preso contatti anche con un avvocato che mi ha confermato che questa è una vera e propria ingiustizia legale».
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