Il Tirreno

Pistoia

Meccanico otto ore sotto i ferri per salvare la mano ferita

Chirurghi durante un intervento (foto d’archivio)
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Chirurghi durante un intervento (foto d’archivio)

Intervento di alto livello chirurgico dopo l’incidente sul lavoro a Sant’Agostino. Complessivamente l’uomo aveva 16 tendini lesionati e l’arto quasi amputato

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PISTOIA . Il meccanico di 39 anni rimasto con una mano schiacciata nel vano motore di un mezzo agricolo il 22 febbraio scorso, è tornato a casa. E se riuscirà a salvare l’arto, lo dovrà al delicatissimo intervento, durato otto ore, a cui è stato sottoposto all’ospedale San Jacopo.

L’uomo era arrivato in codice rosso al pronto soccorso, con la mano quasi amputata. Racconta il dottor Pier Giuseppe Zampetti, che ha eseguito l’intervento chirurgico: « Il paziente aveva riportato la lesione di tutti i tendini estensori, dei legamenti dorsali e palmari del polso, di 5 ossa carpali, la lesione di 6 tendini flessori e dell’arteria radiale. Complessivamente i tendini lesionati erano 16. La difficoltà della gestione di un trauma complesso come questo sta non tanto nella gestione delle singole lesioni ma nella loro concomitanza, che ha richiesto un particolare impegno chirurgico e quindi una gestione fisioterapica dedicata e intensiva» Zampetti lavora nella struttura di ortopedia e traumatologia, dell’ospedale pistoiese diretta dal dottor Luca Turelli.

L’intervento su un trauma così complesso ha avuto la durata di otto ore. In sala operatoria l’équipe era composta oltre che da Zampetti, dai medici Francesca Totti, Abdullah Wafdy, dall’anestesista Alessandra Panchetti, dalle tre ferriste Simona Massari, Simona Campanile e Raffaella Vignolini e dal tecnico di radiologia Elisa Bellini.

Già dal giorno successivo l’intervento, il paziente ha iniziato la fisioterapia in ospedale con l’équipe dedicata di fisioterapisti della mano di Pistoia: Barbara Pierucci, Vanessa Carpini e Elena Faralli che gli hanno anche confezionato un tutore su misura. Valore aggiunto del servizio di chirurgia della mano, anche per questo caso, la gestione integrata del paziente con l’équipe infermieristica formata sui bisogni del malato con patologia alla mano in sala operatoria (coordinata da Tania Fioravanti), nei reparti (diretti dalle coordinatrici Raffaella Marovelli e Cristina Salvadori) e in ambulatorio: prezioso il contributo delle infermiere dedicate Manuela Martinello e Eleonora Piazza. «Le lesioni erano tali – ha commentato il direttore del Dipartimento delle Specialistiche chirurgiche, Stefano Michelagnoli - che anche un minimo recupero della funzionalità della mano non era affatto scontato: davvero i chirurghi pistoiesi sono intervenuti con grande competenza per salvare l’arto e ridurre il più possibile l’invalidità in un uomo ancora giovane».

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