Il dolore
Casetta Pulledrari, pronto il bando per gestire il parco
L’assessore Bonomini: «Vogliamo un’altra estate di iniziative per i turisti» Il Comune confida nel Pnrr: «Servono 1,2 milioni per ristrutturare l’area»
Maresca. Un futuro per la Casetta Pulledrari. Lo studio di fattibilità, intanto, c’è.
Riqualificare l’area costerebbe un milione e mezzo di euro. E si pensa a un bando per la gestione del parco esterno. L’obiettivo è far rinascere la Casetta, dare vita a una seconda estate ricca di turismo e iniziative. La Casetta Pulledrari di Maresca torna al centro dell'attenzione dell'amministrazione comunale di San Marcello-Piteglio. Sia nel breve termine che nel lungo.
Al momento l'ente guidato da Luca Marmo ha in mano uno studio di fattibilità per poter accedere a un bando del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e trovare i fondi per la progettazione. Ma ha anche a disposizione 100mila euro da spendere in questa realtà che ha fatto la storia di Maresca e non solo.
«Intanto – spiega l'assessore Giacomo Buonomini – a breve uscirà il nuovo bando per la gestione del parco esterno con servizio di e-bike e ristoro. Dopo il successo dello scorso anno bissiamo l'iniziativa e quest'anno vogliamo anche che duri alcuni mesi in più. Poi abbiamo ancora il residuo del finanziamento regionale avuto lo scorso anno, da impiegare sul progetto complessivo della rivalorizzazione della Casetta Pulledrari. Come potremmo investire questa importante somma di denaro sarà, magari, l'esito del bando a darci una indicazione».
«Ma l'aspetto positivo di questa fase – specifica il sindaco Luca Marmo – è lo studio di fattibilità, grazie al quale potremo partecipare al bando del Pnrr per ottenere i soldi per la progettualità. A vedere la Casetta dei Pulledrari in maniera complessiva, la spesa indicativa è di un milione e 200mila euro esclusa Iva e progettualità. Per il bene principale, che è l'edificio contenente anche il rifugio, sono stimati 800mila euro, mentre per gli altri annessi e connessi la parte restante».
Ormai è noto che per l'amministrazione comunale questa realtà sopra Maresca, a 1.236 metri di altezza, rappresenta un centro della viabilità sentieristica importante, del quale non è possibile fare a meno. «Per questa ragione bisogna studiare un modello di gestione – aggiunge Marmo – capace di confermare servizi come il rifugio, la ristorazione e le camere, ma bisogna anche saperci costruire un modello che preveda attività ludiche, sportive e ricreative. Mi viene in mente, ad esempio, che potrebbe ospitare una scuola residenziale per escursionismo, per organizzare corsi e anche il modo di studiare la valorizzazione della pista da fondo. Mi piacerebbe anche un polo per la divulgazione e la ricerca della cultura. È chiaro che poi va studiato con precisione quello che potrebbe nascere alla Casetta Pulledrari».
Non è così aleatorio pensare già adesso al modello di gestione a cui fare riferimento. «Assolutamente no – conclude Marmo – perché sono aspetti che vanno studiati e inseriti già nella fase della progettazione. Per questo motivo auspicherei un'interazione col territorio, e con le realtà che potrebbero essere adatte alla gestione di questo bene».
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