Il Tirreno

Pistoia

Meno sicure sul lavoro con l’emergenza Covid. L’allarme dell’Anmil: «Situazione tragica»

Valentina Vettori
Elena Sonnoli, vicepresidente dell’Anmil di Pistoia
◗
Elena Sonnoli, vicepresidente dell’Anmil di Pistoia

Impennata delle malattie e gli infortuni non calano Elena Sonnoli: «Servono più formazione e incentivi»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Diritti delle donne, rischio di infortunarsi e tutela del lavoro. La pandemia da Covid non ha fatto altro che peggiorare una situazione, quella dell’occupazione femminile, già di per sé complessa.

In occasione delle celebrazioni per la Giornata internazionale della donna, Anmil Pistoia (l’associazione dei mutilati e degli invalidi del lavoro) traccia il quadro della situazione, ricordando l’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro. Perché, come ricorda il presidente territoriale e regionale Alessandro Grassini, a distanza di 111 anni dalla tragedia per cui fu istituita la Giornata internazionale della donna, «troppa poca strada è stata compiuta verso una reale uguaglianza tra occupazione maschile e femminile nel mondo del lavoro. Con molti pregiudizi ancora oggi esistenti nei confronti delle lavoratrici donne, costrette a subire condizioni di lavoro peggiori rispetto a quelle maschili, e dovendo anche conciliare lavoro e cura della famiglia. Senza considerare il ruolo svolto dalle casalinghe, spesso anche vittime di incidenti domestici».

Una condizione che la pandemia, come commenta la vicepresidente di Anmil Pistoia Elena Sonnoli, non ha fatto altro che peggiorare. Sonnoli, che – come molti altri referenti di Anmil – da anni porta all’attenzione degli studenti il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, raccontando la sua personale esperienza che l’ha vista vittima di un incidente per il quale ha perso le falangi di due dita. «La situazione – afferma Sonnoli – è tragica. I problemi nel settore dell'occupazione femminile rimangono, anzi peggiorano. La pandemia ha infatti aggravato una situazione già di per sé difficile, con le donne lavoratrici che spesso hanno dovuto fare sacrifici e rinunce sul fronte lavorativo per gestire la famiglia e i figli a casa in Dad».

Ma sul fronte sicurezza com'è la situazione? «Spesso mancano dispositivi di protezione individuale per i lavoratori, ma anche i sistemi di sicurezza che tutelano chi lavora. L'obiettivo spesso è velocizzare le attività, ma questo non può andare a discapito di chi fa il proprio mestiere. Credo che serva formazione nei luoghi di lavoro e incentivi dello Stato per far svolgere la formazione nelle aziende. Ma serve anche ascoltare chi è stato vittima di incidenti per sensibilizzare sul tema e capire cosa ancora si può fare».

I numeri, infatti, negli ultimi due anni continuano a essere impietosi, come sottolinea l’ Anmil citando i report dell’Inail. Le malattie professionali denunciate in Toscana nel 2020 sono state 6.815 (2.052 coinvolgono donne). Nel 2021 sono state 8.109 (di cui 2.472 donne). A Pistoia i dati sulle malattie professionali vedono 297 denunce nel 2021 contro le 197 del 2020 (non esistono i dati scorporati per uomini e donne). Gli infortuni denunciati nel 2020 in Toscana sono stati 40.674 (di cui 17.546 donne) e 42.935 nel 2021 (di cui 16.238 donne). A livello provinciale il 2020 ha registrato 2.825 infortuni mentre nel 2021 sono stati 2.498. Infine, gli infortuni mortali in Toscana nel 2020 sono stati 63 nel 2020 (di cui 6 donne) e 63 anche nel 2021 (11 donne). Due i morti in provincia nel 2020 e 7 quelli nel 2021.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web