Il Tirreno

Pistoia

Fondazione Marini in alto mare. Cancellato il nuovo statuto

Fabio Calamati
Il prefetto Gerlando Iorio
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Il prefetto Gerlando Iorio

Il prefetto: le modifiche introdotte violavano le volontà della vedova dell’artista. La replica: «Compresse le attività istituzionali, così c’è conflitto di interesse»

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PISTOIA. Il prefetto Gerlando Iorio ha annullato la delibera che modificava lo statuto del consiglio di amministrazione della Fondazione Marino Marini, approvata il 15 dicembre scorso. Stop quindi alle nuove norme che prevedevano l’esclusione dal consiglio del soprintendente alle belle arti Andrea Pessina e del rappresentante della banca Intesa Sanpaolo, il notaio pistoiese Antonio Marrese, ma anche del sindaco di Pistoia. Secondo l’interpretazione del prefetto, condivisa pienamente dai due interessati e dal Comune di Pistoia, le esclusioni del soprintendente e del rappresentante della banca che ha inglobato l’istituto di credito cittadino (la Caripit) violavano chiaramente le volontà di Mercedes Pedrazzini, vedova del grande artista pistoiese e creatrice della Fondazione, che aveva voluto queste presenze pubbliche e/o legate a Pistoia proprio per ribadire il forte legame tra Marini e la sua città natale.

Di opinione opposta la Fondazione Marini, che per l’occasione ha rotto un silenzio che durava da due anni. Anzi, è proprio la nota firmata dal presidente Carlo Carnacini ad aver reso pubblica la bocciatura del nuovo statuto. Una bocciatura della quale si prende atto ma che – dice la Fondazione – contrasta con la normativa degli enti del terzo settore, i quali non possono avere nel cda componenti appartenenti ad enti pubblici in posizione di direzione, coordinamento o controllo. «La presenza di componenti di provenienza pubblica nella governance della Fondazione costituiva un conflitto d’interessi indiscutibile, in cui il controllante era parte dell’ente controllato».

La nota precisa anche che il nuovo statuto non escludeva il Comune di Pistoia, che avrebbe potuto nominare un cittadino con alte competenze nel campo dell’arte. E che l’esclusione del rappresentante di Intesa Sanpaolo non viola le volontà della fondatrice, che nel cda aveva previsto un rappresentante Caripit, non del colosso bancario che l’ha assorbita.

Di conseguenza «il provvedimento prefettizio – si legge – comprime gravemente le attività istituzionali dell’ente... inibendo alla Fondazione ogni possibile accesso alle agevolazioni di legge e alle opportunità di sviluppo dei progetti futuri». Una Fondazione che «non ha mai cessato di essere vicina alla città e alle istituzioni pistoiesi e negli ultimi anni si è sempre resa disponibile con le istituzioni del territorio, aperta ad un fattivo e trasparente confronto, allo scopo di trovare la soluzione più idonea anche per le attività espositive che riguardano le opere del maestro Marino Marini a Pistoia».

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