Il Tirreno

Pistoia

scuole superiori 

Al liceo Petrocchi l’autogestione andrà avanti fino a mercoledì

Fabio Calamati
La sede centrale del liceo artistico Petrocchi: fino a mercoledì era occupata dagli studenti (nucci)
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La sede centrale del liceo artistico Petrocchi: fino a mercoledì era occupata dagli studenti (nucci)

Programma di incontri con esperti interni ed esterni  La preside: su atti di omofobia nessuna nuova segnalazione

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PISTOIA. Dovrebbe proseguire fino a mercoledì 2 marzo l’autogestione in corso da ieri al liceo artistico Petrocchi di Pistoia. Cinque giorni durante i quali gli studenti, in collaborazione con gli insegnanti e con la presidenza della scuola di piazzetta San Pietro, potranno partecipare a corsi e lezioni tenuti da esperti, sia esterni alla scuola che interni, su una serie di materie considerare importanti e utili da approfondire. Come, ad esempio, la storia e i principi della Costituzione.

L’autogestione è stata decisa mercoledì, al termine del terzo giorno di occupazione della scuola. Una protesta iniziata lunedì e che avrebbe dovuto durare tutta la settimana, secondo le intenzioni iniziali degli studenti e dei loro rappresentanti.

Una forma clamorosa di protesta, quella messa in atto lunedì mattina, dettata – secondo quanto hanno spiegato gli studenti stessi – da cinque motivi. Da una parte i temi generali: il no alla alternanza scuola-lavoro che provoca vittime tra i giovani; la protesta contro la repressione violenta dei cortei studenteschi a Milano e a Roma; infine la reintroduzione del “vecchio” esame di maturità senza aver preso in considerazione le perplessità degli studenti stessi. C’erano poi due temi più specificamente pistoiesi: la pessima situazione edilizia delle sedi del liceo artistico, in particolare nella succursale di viale Adua un’aula era stata sottratta dalla Provincia alla scuola per cederla al vicino liceo scientifico; e – il tema senz’altro più spinoso – la protesta contro gli atteggiamenti omofobi e discriminatori di alcuni insegnanti (uno in particolare), che in diverse occasioni avrebbe anche inneggiato al fascismo.

In particolare sul primo dei due punti locali gli studenti hanno ottenuto importanti risultati: l’aula contesa sarà restituita al Petrocchi e la Provincia si è impegnata a convocare un tavolo sull’edilizia scolastica dove discutere delle questioni più urgenti. Questo indubbio successo ha avuto un peso determinante nello spingere gli studenti a passare dall’occupazione ad una forma più blanda di protesta, l’autogestione appunto.

Sulla questione dell’insegnante accusato di omofobia e apologia del fascismo, la preside Elisabetta Pastacaldi e la dirigente scolastica provinciale Susanna Pizzuti hanno ribadito il loro impegno a verificare segnalazioni scritte (e firmate) che dovessero arrivare loro, per incardinare un procedimento disciplinare. Tra l’altro il docente in questione ha già subito, lo scorso anno, un procedimento del genere, culminato con un ammonimento.

Il fatto è che dopo quell’episodio, di segnalazioni scritte la preside Pastacaldi non ne ha ricevute. Tranne una, che però (oltre a ricordare i fatti dell’anno precedente) riferiva di un generico – ancorché grave – disagio dello studente che si sente preso di mira in modo particolare dal docente sotto accusa.

Nuove segnalazioni erano state annunciate per ieri. «In realtà – precisa la preside Pastacaldi – non ho ricevuto ancora nulla del genere. Scritti anonimi non sono ovviamente da prendere in considerazione, in questo contesto».

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di Redazione web