Lutto
Svastiche sui muri adolescenti denunciati
Identificati tre dei cinque ragazzini autori del blitz vandalico al Giardino di Cino: contestata l’aggravante dell’odio razziale
PISTOIA. Una svastica, una stella di Davide, un “Viva Hitler”. Ma tracciati con la stessa vernice spray rossa, anche frasi inneggianti all’organo sessuale femminile, falli stilizzati, faccine sorridenti e altri simboli e parole di difficile comprensione. Più che qualcosa legata a un consapevole antisemitismo e all’apologia del nazismo, quasi certamente si era trattato dell’ennesima bravata del branco. Bravata che però è costata assai cara a tre dei cinque ragazzini che nella nottata di malamovida del 27 settembre scorso si erano stupidamente divertiti a imbrattare uno degli angoli più eleganti del centro storico di Pistoia, piazzetta Sant’Atto, meglio nota come il “Giardino di Cino”.
Identificati grazie alle riprese di quella notte del sistema di videosorveglianza cittadino, i giovanissimi vandali (di età compresa fra i 13 e i 15 anni) sono stati denunciati non solo per il reato di “Deturpamento e imbrattamento di cose altrui” e per quello di “Istigazione a delinquere”, ma a tutti e tre è stata contestata l’aggravante prevista dall’articolo 604 ter del codice penale: l’aver agito “per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso”.
Ieri mattina, al culmine delle indagini scattate all’indomani dell’atto vandalico, i poliziotti della questura hanno eseguito nelle abitazioni dei tre ragazzini (che vivono in un contesto di disagio familiare) le perquisizioni disposte dal procuratore capo della Procura per i minori di Firenze, Antonio Sangermano. Che ha ritenuto come le frasi e i simboli tracciati sui muri «apologetici della dittatura criminale nazista nonché inneggianti all’antisemitismo» – si spiega in una nota della questura – costituiscano una esaltazione e una rivendicazione dell’olocausto degli ebrei, nonché «un’attività di natura istigatoria di reati violenti e discriminatori nei confronti di cittadini ebrei».
L’attività di indagine, coordinata anche dalla procura di Pistoia, ha consentito agli uomini della Digos della questura di risalire all’identità dei tre adolescenti, che facevano parte, come accennato, di un gruppetto di cinque. Estrapolate dalle registrazioni video le foto dei loro volti, sono stati alcuni poliziotti della questura a riconoscerli, in quanto avevano già avuto modo di fermarli e identificarli nel corse dei tanti servizi di controllo disposti nel centro cittadino per prevenire gli episodi legati alla malamovida e al bullismo.
Nel corso delle perquisizioni non sono stati trovati elementi riconducibili a “simpatie” filonaziste da parte dei tre ragazzi, ma sono stati comunque sequestrati loro i cellulari e tablet, che verranno analizzati nei prossimi giorni.
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