Il Tirreno

Pistoia

Studenti e istituzioni si parlano ma l’occupazione continua

Valentina Vettori
Uno degli striscioni appesi dagli studenti del liceo (Foto Nucci)
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Uno degli striscioni appesi dagli studenti del liceo (Foto Nucci)

Prosegue regolarmente la protesta, iniziata lunedì, al liceo artistico Petrocchi. Un rappresentante: «Ok le buone intenzioni, ma noi vogliamo risposte chiare»

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PISTOIA. È passata senza problemi la prima notte di occupazione della sede centrale del liceo artistico Policarpo Petrocchi in piazzetta San Pietro, da parte degli studenti. Dopo la proclamazione dell’occupazione nella giornata di lunedì, comincia oggi la terza giornata di protesta. La prima notte (quella tra lunedì e martedì) ha visto rimanere a scuola una sessantina di ragazzi, organizzati anche in turni notturni per il controllo e la sicurezza all'interno della scuola. Cifra che poi ha raggiunto i 350 nella mattinata di ieri, per la seconda giornata di assemblea autogestita.

Un momento a cui hanno preso parte anche due lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio, in segno di solidarietà nei confronti degli studenti che, tra le altre richieste, rivendicano maggiore attenzione da parte delle istituzioni sul tema dell’alternanza scuola-lavoro.

Alessandro Formigli è uno dei quattro rappresentanti d’istituto del liceo (uno in rappresentanza di ogni sede della scuola) e frequenta la terza superiore. «Stamattina (ieri per chi legge, nda) – dice – abbiamo avuto un nuovo incontro con il presidente e il vice presidente della Provincia, la nostra preside e l’Ufficio scolastico provinciale. Abbiamo apprezzato l’apertura nei nostri confronti e le loro buone intenzioni per trovare soluzioni ai nostri problemi cronici di spazi e di scarsa manutenzione dell'istituto, ma siamo intenzionati ad andare avanti con l’occupazione, fino a che non avremo risposte chiare sul futuro della nostra scuola».

Al centro delle rivendicazioni degli studenti, che promettono di dare battaglia almeno fino alla fine di questa settimana, ci sono cinque aspetti. Sul fronte nazionale, la volontà di dimostrare il loro forte no alla repressione violenta nei confronti delle manifestazioni studentesche di Roma e Torino qualche settimana fa, le nuove modalità dell’esame di maturità e il silenzio dello Stato riguardo le recenti morti di due studenti nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Ma a tenere banco sono soprattutto i temi locali che li riguardano da vicino. Da una parte, come detto, i problemi legati agli spazi insufficienti della scuola (i ragazzi fanno lezione in quattro diverse sedi), l’incapacità delle istituzioni di istituire e utilizzare i fondi dedicati alla scuola per migliorare le situazioni complesse di scuole come la loro, e - non ultimo - la denuncia di gravi episodi di razzismo, omofobia e apologia di fascismo espressi da parte di alcuni docenti nei confronti degli studenti. Vicenda, quest’ultima, denunciata con forza da diversi ragazzi e per cui la preside, già lunedì, aveva detto di voler procedere a nuove verifiche, dopo aver ricevuto la denuncia scritta da parte della famiglia di un ragazzo.

Dopo aver incassato la solidarietà di diversi soggetti (sindacati, associazioni e partiti) da oggi e nei prossimi giorni di occupazione e blocco delle lezioni, gli studenti stanno organizzando un programma con incontri e dibattiti a cui prenderanno parte anche esponenti di Cgil, Arci Gay e Fridays for future.

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