Il Tirreno

Pistoia

Il negozio come una galleria. Da Andreini espone Capecchi

Carlo Bardini
Da sinistra Ulivagnoli, Capecchi e Andreini davanti alla Maison
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Da sinistra Ulivagnoli, Capecchi e Andreini davanti alla Maison

Nel salone di via Enrico Fermi riscuote grande successo la personale del pittore che prosegue fino al 10 marzo con sedici opere in mostra

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PISTOIA. Maison Andreini a Pistoia promuove e sostiene l’arte. È da alcuni giorni, infatti, che nei locali di quella che fu la storica tappezzeria di via Fermi, si sta svolgendo una mostra personale di Daniele Capecchi che durerà fino al 10 marzo. Quasi una sperimentazione nel suo genere, la miscela di due forme artistiche per l'attrazione del cliente. Ed il successo lo si tocca con mano, visto che il progetto è stato talmente apprezzato che le opere esposte stanno per passare da 8 a 16.

Gli spazi della Maison Andreini saranno arricchiti da un momento di creatività ulteriore, i due piani della esposizione a Pistoia vivranno di momenti di cultura aggiuntiva.

«Il giorno dell'inaugurazione è stato un “vernissage virtuale”– afferma il titolare Massimo Andreini – visto che è stato fatto uno streaming sui social, all’insegna del rispetto delle normative vigenti in merito alla emergenza sanitaria. La Maison Andreini è sempre aperta al flusso dei clienti e degli amici, rispettiamo le capienze che ci vengono imposte dai calcoli sulla sicurezza e per questo non ci è sembrato il caso che si assembrasse troppa gente».

Capecchi è solo il primo artista ad esporre. Successivamente saranno altri gli artisti ospiti della Maison Andreini, tra affermati ed emergenti, protagonisti del mondo dell’immagine.

«Il mio percorso formativo e professionale mi ha da sempre portato ad unire e miscelare esperienze artistiche – spiega l’architetto David Ulivagnoli, direttore artistico e creativo per la Maison Andreini – quindi ideare una iniziativa del genere è stato quasi spontaneo e, poi, divertente da mettere in pratica. Quando ho proposto questo progetto, in primis alla Maison Andreini, ho riscontrato un’ottima accoglienza. Ho trovato poi grande entusiasmo negli artisti che fino ad oggi ho interpellato, sia fra gli emergenti che fra i più blasonati. Quando le idee trovano certi riscontri e forti condivisioni, vuol dire che siamo sulla strada giusta».



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