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Albergatori e impiantisti in crisi: «Un’impresa trovare personale»
Nel settore turistico il lavoro è tornato ma adesso manca chi è disposto a farlo. «Darei loro anche vitto e alloggio nel mio hotel ma nessuno è disposto a venire»
ABETONE. Il settore turistico-alberghiero della montagna è in crisi. Ma non perché manca il lavoro, bensì perché non si trovano coloro che quel lavoro sono disposti ad accettarlo. Una difficoltà, a detta degli operatori, crescente.
«Confesso che faccio fatica a trovare persone che vogliono venire a lavorare nel mio albergo – conferma Davide Gavazzi, che da decenni gestisce l’hotel ristorante “Regina” – e quello che mi fa preoccupare è che non c’è proprio richiesta. A me mancano almeno due figure, fra cui un cameriere, ma davvero non c’è nessuno disposto a venire qua a lavorare. Eppure, come faccio spesso, gli darei anche vitto e alloggio. E non sto cercando manodopera specializzata. Ma non c’è niente da fare. So benissimo che questa difficoltà non è solo mia ma è generale, a livello nazionale, e non se ne capisce bene la causa. E non credo che tutto possa essere ricondotto alla pandemia».
Davide Gavazzi avrebbe anche intenzione anche di ingrandire la sua struttura, ma a questo punto non sa cosa fare.
«Vorrei allargare la terrazza – spiega – per accogliere più clienti, ma con questa difficoltà nel trovare personale mi sono preso un momento di riflessione. Attualmente non posso fare progetti perché per un settore come il nostro è necessario contare su una forza lavoro adeguata. Davvero non so il motivo del perché non troviamo dipendenti, ma credo che anche le istituzioni locali debbano sensibilizzarsi su questo problema».
Gavazzi non è il solo a dover fare i conti con la carenza di personale. Giampiero Danti ha rischiato di dover dimezzare l’attività in alcuni suoi rifugi se non avesse potuto contare su un gruppo di cittadini romeni che già lavorano per lui nella raccolta dei mirtilli.
«È verissimo – conferma Danti, impiantista, imprenditore ed ex sindaco dell’ex comune di Abetone – Stiamo trovando una grande difficoltà a reperire dipendenti. Nella mia azienda di Cutigliano faccio fatica a trovare un autista, e confesso che mi sarei trovato a dover ridurre l’attività di alcuni rifugi se la squadra di cittadini romeni che mi raccolgono i mirtilli non si fosse resa disponibile a lavorare anche lì. E poi ci parlano di alte percentuali di disoccupazione».
Anche Andrea Formento, impiantista della Val di Luce e assessore al turismo di Abetone-Cutigliano, è consapevole della situazione. «È un dato di fatto che stiamo vivendo una fase in cui è molto difficile reperire dipendenti – conferma – Il problema è diventato ancora più evidente a causa del Covid, visto che può succedere che il personale in si ammali. E non è nemmeno un problema economico, perché i nostri stipendi sono buoni e rispettosi di tutti i diritti in materia. Forse ci dovremmo fare anche delle domande sulle forme di assistenzialismo e sul fatto che, in sostanza, mancano quegli intermediari, come ad esempio un ufficio di collocamento vecchia maniera, a cui datore di lavoro o richiedente potevano fare riferimento».
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