Lutto
Alle Rodari il camper vaccinale per i bimbi
Il dottor Tozzi: «È un buon servizio, possiamo dare informazioni e sostegno psicologico». Il 16 bis alle Nerucci di Montale
AGLIANA. Ha fatto tappa anche ad Agliana, di fronte alla scuola primaria “Gianni Rodari” di via Livorno, il camper vaccinale anti Covid della Regione Toscana rivolto ai bambini dai 5 agli 11 anni, progetto promosso dalla Società della salute di Pistoia, con la collaborazione del Comune e dell’Istituto comprensivo “Sestini”.
Il camper ha sostato di fronte alla scuola dalle ore 12 alle 16, offrendo la possibilità di effettuare la prima dose del vaccino ai più piccoli, su prenotazione ma anche liberamente, per un massimo di 80 dosi disponibili. L’iniziativa ha riscosso un discreto risultato di pubblico, come ci ha raccontato il dottor Piero Tozzi della Asl di Firenze, addetto all’accoglienza e all’accettazione: «Abbiamo registrato una buona affluenza – spiega Tozzi – Già nella prima ora di apertura si sono presentati circa una decina di bambini accompagnati dai genitori, pronti a ricevere la prima dose. Si tratta in maggioranza di famiglie di etnie varie, che grazie all’intervento della scuola hanno potuto essere informate e cogliere al volo questa occasione».
Iniziative come questa, sostiene il medico, «sono davvero importanti per promuovere una cultura della prevenzione e della salute sul territorio, soprattutto tra le categorie più svantaggiate, che spesso, a causa di difficoltà linguistiche non riescono a rimanere al passo con l’informazione. Quando mi è stato proposto di partecipare a questa attività – continua Tozzi, che oltre a medico specialista in psichiatria è anche vice segretario per la regione Toscana del sindacato Fismu – ho accettato senza indugio. Venendo da anni di professione e di attività nel mondo del volontariato, ho colto subito il valore che poteva avere questa esperienza come servizio ai cittadini: avendo fatto volontariato anche all’estero e essendo venuto in contatto con molte realtà di disagio sia sociale che economico, ho potuto constatare quanto sia fondamentale che la gente possa contare su figure che oltre a un’assistenza medica di base, offrano anche un sostegno psicologico e riescano, tramite l’ascolto, a creare col paziente un legame di fiducia. Ecco perché ho ritenuto importante essere presente al progetto dei camper vaccinali: a noi si rivolgono ogni giorno persone che si avvicinano alla vaccinazione in modo timoroso, molto spesso mostrano grandi difficoltà linguistiche, quindi hanno bisogno di essere rassicurate e supportate, anche nella semplice compilazione della modulistica».
Abbiamo appurato l’esattezza delle parole del dottor Tozzi, quando poco dopo sono arrivate una mamma e una bimba di origine tunisina, che sono state accolte dagli operatori e supportate nella compilazione dei dati richiesti: «Siamo molto grate per l’organizzazione di questa iniziativa – ci ha raccontato una mamma – Se non fosse stato per la comunicazione della scuola, da soli non saremmo riusciti a prenotare il vaccino, vuoi perché parliamo poco italiano, vuoi perché non abbiamo dimestichezza con i supporti informatici».
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