Italia
Volantino anti green pass nei locali della Sala
Il messaggio incita a non rispettare le norme anti Covid. Checco Bugiani: «Gesto spiacevole. Noi rispettiamo le norme»
PISTOIA. Il messaggio è chiaro, ed è un evidente incitamento a non rispettare le norme per l'accesso a locali e attività commerciali, dietro l'esibizione del green pass. Con tanto di scritta “in questo locale nessuno è autorizzato a chiedere di mostrare il green pass”.
A ritrovarlo, attaccato con del nastro adesivo fuori dalla porta del suo locale, così come fuori da altre attività del comparto Sala, è stato il ristoratore Checco Bugiani, titolare della Locanda del Capitano del Popolo in via di Stracceria. Un vero e proprio blitz anti green pass. Un gesto che Bugiani ha trovato scorretto e che denuncia, sottolineando come l'aver attaccato fuori da alcune attività quel messaggio danneggi sia gli imprenditori sia i clienti. In primis, perché lui - come molti suoi colleghi - richiedendo la certificazione verde sta solo applicando la legge. E poi perché quel volantino è anonimo e dunque ancora più inquietante e spiacevole. «Sinceramente - racconta il ristoratore - trovare il volantino fuori dal mio locale non mi è piaciuto per niente. Quando chiedo il green pass lo faccio perché rispetto la legge. E come me, i miei colleghi. Incitare le persone a non chiederlo o a pretendere di non mostrarlo non è corretto. Di mezzo ci vanno le persone per bene che lavorano e rispettano le norme vigenti».
Certo, anche a Bugiani è capitato di dover rimandare indietro qualcuno (anche se i numeri sono davvero ridotti). «C'è forse qualcuno che pensa che mi faccia piacere rimandare indietro la gente che vorrebbe mangiare nel mio locale? - lamenta - certo che no. Ma io rispetto le norme. Anche perché se venisse un controllo e trovassero qualcuno all'interno senza green pass multerebbero anche me. Francamente, dopo tutto quello che abbiamo passato e che continuiamo a passare, non mi va proprio».
«Sinceramente - dice Bugiani - i clienti hanno tutti il green pass. Il problema che ho riscontrato di più riguarda gli stranieri. Gli americani, per esempio, non hanno il nostro green pass, ma una specie di tesserino di difficile lettura. Oggi (ieri, ndr) sono arrivati due turisti inglesi. Uno dei due non era in possesso di alcun documento che dimostrasse la vaccinazione o la guarigione dal Covid. Sono stato costretto a non farli entrare. Per me significa un mancato incasso. Il problema vero, ancora oggi, è che le persone sono spaventate da questo virus e non escono di casa. Il turismo ancora non è ripartito e i clienti scarseggiano. Speriamo che la situazione migliori a breve».
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