Il Tirreno

Pistoia

PAURA NELLA ZONA INDUSTRIALE

Capannone in fiamme a Quarrata: falegnameria e tappezzeria in cenere. Le prime ipotesi sulle cause - Video

Massimo Donati
Il capannone avvolto dalle fiamme
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Il capannone avvolto dalle fiamme

Le due aziende lavoravano per il settore del mobile. Sul posto 25 vigili del fuoco per salvare le attività confinanti. Le immagini

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QUARRATA. Probabilmente le fiamme sono partite da un macchinario al piano terra. Che tra l’altro non veniva usato da qualche tempo – a causa della riduzione della produzione dovuta al periodo di crisi – ma che era rimasto allacciato alla rete elettrica. Fatto sta che in un lampo il fuoco ha trovato facile esca nella gran quantità di legname e manufatti presenti all’interno della falegnameria, per poi propagare anche al piano superiore del capannone, dove si trova invece una tappezzeria per mobili imbottiti.

Erano da poco passate le 13 di ieri in viale Europa, nella zona artigianale di Campiglio di Quarrata. L’alta colonna di denso fumo nero che quasi subito si è innalzata nel cielo è ben presto diventata visibile da decine di chilometri di distanza. I vigili del fuoco, accorsi sul posto in forze, non hanno potuto far altro che contenere le fiamme e impedire che l’incendio si propagasse alle due aziende vicine, ma all’interno del grande capannone che ospitava la falegnameria e la tappezzeria, alla fine, non è rimasto niente.

Entrambe le aziende (la “Fusto Fa” al piano terra e la “Flavio Divani” a quello superiore) sono di proprietà di due cittadini cinesi, così come cinesi sono gli operai (una dozzina in tutto) che lavoravano lì. Sembra che ieri, essendo domenica, contrariamente a quanto avviene comunemente nel tessile, al lavoro non ci fosse nessuno. Alcuni di loro si trovavano invece nell’appartamento regolarmente ricavato in una zona del piano superiore e sono scappati fuori non appena sono stati avvertiti di ciò che stava accadendo.

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Oltre al capannone distrutto dall’incendio, nel piccolo complesso artigianale che si affaccia sulla via principale della frazione quarratina, separate da pochissimi metri, ci sono altre due attività, la Pamat, che trasforma resine espanse, e la Falegnameria della Branchetti arredamenti: una fortuna quindi che ieri non spirasse neppure un alito di vento e che le alte lingue di fiamma non siano state sospinte verso i due vicini capannoni.

A dare l’allarme, quando ha visto del fumo, inizialmente bianco, innalzarsi dal capannone centrale, è stata la stessa proprietaria dei tre stabili , che abita sulla vicina collinetta di Campiglio, a poche centinaia di metri, e che ha mandato subito il figlio a vedere cosa stava succedendo. Il giovane, dopo aver fatto un brevissimo tentativo di spegnere le fiamme con un idrante ed essersi accertato che all’interno non ci fosse nessuno, ha subito chiamato i vigili del fuoco.

Sul posto sono accorse tre squadre di vigili del fuoco (una delle quali da Prato) con quattro autobotti di appoggio, una fatta arrivare da Firenze. Mentre la centrale 118 ha subito attivato le procedure previste per le maxi emergenze, inviando l’automedica e le ambulanze e i volontari della Croce rossa di Quarrata per soccorrere eventuali feriti e assistere i vigili del fuoco. A delimitare il perimetro di sicurezza e a regolare il traffico in transito su viale Europa ci hanno pensato i carabinieri della locale stazione (assistiti dai colleghi del nucleo operativo e radiomobile di Pistoia) che hanno provveduto a raccogliere le prime testimonianze e i dati delle aziende andate distrutte in vista nelle future indagini.

Per domare anche le ultime fiamme – che hanno interessato l’intera superficie della struttura – i vigili del fuoco sono rimasti all’opera con gli idranti per oltre tre ore, per poi iniziare il lungo lavoro di bonifica per scongiurare una ripresa dell’incendio utilizzando – per via della densa coltre di fumo ancora presente all’interno – oltre agli autorespiratori, anche una termocamera ad alta risoluzione.

Sul posto, avvertiti telefonicamente del pericolo dalla proprietaria dei capannoni, sono accorsi anche i titolare della Pamat, per portare in salvi i cani da caccia che vivono in un grande spazio allestito appositamente per loro a fianco del capannone.

«Forse è stato un corto circuito al piano terra»

«Penso sia partito da una macchina che era stata messa da una parte, contro il muro, giù a piano terra. Non veniva usata da tempo, perché c’è poco lavoro adesso. Ma era rimasta attaccata alla corrente».Mentre assiste all’opera di spegnimento da parte dei vigili del fuoco, a dare una possibile spiegazione delle cause dell’incendio è il responsabile delle lavorazioni della tappezzeria che si trovava al piano superiore del capannone distrutto dalle fiamme. Nel suo italiano approssimativo spiega che, essendo domenica, al piano terra, nella falegnameria, non c’era nessuno intento a lavorare e che il fuoco deve essersi sviluppato per colpa di un corto circuito. Poi, di fronte al capannone ormai inagibile, pensa al futuro: «Non sarà facile trovare un altro posto - spiega - I capannoni in affitto in questa zona sono tutti piccoli, noi abbiamo bisogno di più spazio. E ai clienti non va bene se siamo troppo lontano: troppa strada per venire a prendere la merce».Entrambe le aziende avevano iniziato la loro attività nel capannone di viale Europa da un paio d’anni, prendendo il posto di altre - sempre gestite da cinesi - che lo avevano preso in affitto prima di loro. 

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di Redazione web