Il Tirreno

Pistoia

anno giudiziario 

Il tribunale supera la crisi della pandemia Il civile torna a correre

Massimo Donati

Cause pendenti in forte calo nonostante l’aumento dei casi I procedimenti penali definiti sono saliti da 1.546 a 1.798

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pistoia. Lo ha sottolineato anche il presidente della Corte d’appello di Firenze, Alessandro Nencini, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario: la pandemia ha inciso in maniera rilevante sulla funzionalità degli uffici giudiziari. Con un 2020 in cui, nel primo semestre, sono stati garantiti soltanto i servizi essenziali. Ma nel 2021, grazie anche al fatto che i magistrati si trovano finalmente a pieno organico, il tribunale di Pistoia è tornato a lavorare a ritmi pre-Covid. Raggiungendo addirittura risultati in termini di procedimenti definiti e smaltimento di arretrati superiori. Soprattutto per quanto riguarda il settore civile.

I dati della giustizia pistoiese sono stati diffusi ieri, in occasione, appunto, dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Per quanto riguarda il tribunale civile di Pistoia, nonostante il notevole incremento delle cause ordinarie sopravvenute fra il primo luglio 2020 e il 30 giugno 2021 (da 3.518 a 4.092) e di quelle della volontaria giurisdizione (da 2.092 a 2.540), con una percentuale di aumento del 15 per cento, c’è stata nel contempo una significativa diminuzione delle pendenze, passate dalle 5.628 del 30 giugno 2020 alle 5.132 del 30 giugno 2021.

Da segnalare, inoltre, il successo dell’istituto della media-conciliazione sulle controversie civili, che ha fatto registrare, rispetto all’anno giudiziario precedente, un notevole incremento.

L’organismo conciliativo dell’Avvocatura di Pistoia ha ricevuto nel periodo in esame quasi il doppio delle richieste di procedure (530 rispetto alle 308 del 2019-20), con una definizione positiva di 410 cause (rispetto alle 57 del precedente anno giudiziario).

«I tempi medi complessivi di definizione dei procedimenti civili – si legge nella relazione di inizio anno – appaiono d’altra parte stazionari, rientrando nel termine dei tre anni grazie al forte impegno di definizione dell’arretrato emergente nell’anno di riferimento; anche il tempo medio di trasmissione dei fascicoli in Corte d’appello in caso di impugnazione è rimasto stazionario, attestandosi sui 20 giorni circa, a fronte di 299 impugnazioni rilevate nel periodo di riferimento».

Per quanto riguarda il settore del lavoro, le pendenze sono 535, di cui 179 in materia previdenziale. Da segnalare la diminuzione a 63 delle cause in tema di impiego pubblico (rispetto alle 77 del periodo precedente) e delle cause di lavoro del rito Fornero, con solo 26 pendenze.

Numeri in notevole miglioramento anche al tribunale penale. Sono stati 1.798 i procedimenti definiti nell’arco del passato anno giudiziario, di cui 86 da parte del tribunale collegiale, a fronte dei 1.546 precedenti. In aumento tuttavia le pendenze: 144 al collegiale (erano state 134) e 3.418 al monocratico (erano state 3.305), nonostante il lieve calo dei nuovi procedimenti (1.834) al monocratico (mentre al collegiale le sopravvenienze sono state 91, in aumento rispetto al 2019-20).

Fatto sta che l'indice di ricambio del dibattimento monocratico si attesta a 0,93 (rispetto allo 0,83 dell’anno scorso), mentre quello del dibattimento è di 0,94 (rispetto allo 0,80 precedente): una ripresa e addirittura un superamento rispetto al 2018-2019 ante pandemia.

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