Sicurezza
«Accuse della dirigente inattendibili Assolvete l’ex assessore Tina Nuti»
Chiuso con l’arringa dei legali dell’attuale consigliere comunale il processo che vede imputato anche l’ex sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli
PISTOIA. Dichiarazioni inattendibili e contraddittorie. Che affondano le loro radici in una condizione di astio e ostilità che il tempo ha via via accresciuto, nata con l’avvento della giunta Bertinelli e la volontà del nuovo sindaco di procedere a un drastico taglio della spesa anche attraverso la ristrutturazione e l’accorpamento dei vari uffici comunali. Una politica che inimicò la nuova amministrazione agli occhi di alcuni dirigenti e funzionari.
Insomma, queste in sintesi le ragioni per cui sarebbe inattendibile il principale accusatore nel processo che vede sul banco degli imputati l’ex sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli, la ex dirigente comunale Maria Teresa Carosella e l’ex assessore e attuale consigliere comunale Tina Nuti. Per lo meno, secondo gli avvocati difensori di quest’ultima, Francesco Bevacqua e Gianluca Lomi, che ieri mattina in tribunale hanno tenuto l’arringa che ha concluso il dibattimento. Puntando il dito, appunto, sulle dichiarazioni accusatorie della dirigente comunale Chiara Pierotti, che dettero il via all’inchiesta.
I fatti oggetto del procedimento (ampiamente scremati al termine dell’udienza preliminare, con cinque proscioglimenti) risalgono al periodo maggio 2012-novembre 2016. Due i filoni delle indagini, durate quasi due anni e portata avanti dai carabinieri del Nucleo investigativo: uno relativo alla nomina di alcuni dirigenti comunali; l’altro su presunte pressioni per la concessione di spazi o per l’erogazione di contributi ad associazioni da parte del Comune in occasione di manifestazioni.
Nella precedente udienza il pm Linda Gambassi aveva chiesto l’assoluzione da tutte le accuse per l’ex sindaco Bertinelli (abuso d’ufficio e induzione indebita) e per Carosella (abuso d’ufficio) e la condanna a un anno e due mesi – ma per solo due delle imputazioni di tentata induzione indebita a lei contestate – dell’ex assessore Nuti: nessuna pressione indebita o, addirittura, nessun coinvolgimento ha detto la pm chiedendo le assoluzioni.
Due le imputazioni per le quali il pubblico ministero ha chiesto la condann di Tina Nuti per tentata induzione indebita. Per aver minacciato provvedimenti disciplinari nei confronti della dirigente Pierotti, che aveva negato l’autorizzazione all’utilizzo di uno spazio in gestione al Comune per far svolgere lì, in caso di pioggia, un concerto, nel maggio 2014 (capo F); e poi (capo H), per aver tentato di indurre la funzionaria Ferroni a dare parere positivo allo svolgimento di un mercatino in via continuativa per dieci giorni in Galleria Nazionale (“Colorando la città) nonostante i regolamenti non lo consentissero.
Argomentazioni che ieri gli avvocati difensori hanno smontato punto per punto, evidenziando le contraddizioni emerse, a loro dire, anche nel corso del dibattimento, dalla testimonianza resa dalla dirigente Pierotti.
La sentenza è prevista il 22 febbraio prossimo.
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