Il Tirreno

Pistoia

L’analisi 

Berti: «Epidemia a una svolta? Possibile, ma serve prudenza»

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PISTOIA. Il progressivo calo del numero di nuovi casi in provincia di Pistoia, insieme al non aggravamento della pressione sull’ospedale San Jacopo, ha autorizzato a pensare che la fase più intensa della nuova ondata Covid, contrassegnata dalla presenza della variante Omicron, sia ormai alle nostre spalle.

Cosa ne pensa dell’attuale andamento dell’epidemia Renzo Berti, responsabile del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro? «A mio modo di vedere – risponde – è molto difficile azzardare previsioni, ancor più su scala locale, non essendoci prova di una distribuzione territorialmente omogenea. Ciò che attualmente vediamo è una fase di stasi epidemica, forse propedeutica ad una decrescita. Sono tuttavia molteplici i condizionamenti e le incognite».

Berti sottolinea innanzitutto il fatto che a fronte del calo del numero di positivi (-14 per cento nella settimana scorsa), cioò avviene anche per il minor numero di tamponi effettuati (118.516 contro 130.620).

«Infatti – continua Berti – il dato più significativo, rappresentato dall’incidenza della positività sui tamponi di prima diagnosi, scende ma non troppo: dal 73,5 al 69,6 per cento. Ancora due mesi fa eravamo al 5 per cento».

Insomma, siamo di fronte ad una percentuale di positivi ancora molto elevata, «espressiva di una grande diffusione del contagio, anche alla luce della validità dei referti ottenuti con i tamponi antigenici rapidi a saponetta, dotati di minore sensibilità diagnostica».

Ci sono però altre circostanze che autorizzano valutazioni più ottimistiche. «È ormai passato un mese – sottolinea Berti – da quando, con l’avvento della variante Omicron, la curva ha preso a salire ripidamente e le esperienze avvenute in altri paesi (Sudafrica in primis) ci dicono di un declino iniziato dopo 4-6 settimane. Inoltre la Toscana è stata una delle regioni in cui l’incremento è partito prima ed è stato più rapido, ancorché attutito dall’elevata copertura vaccinale».

Restano comunque diverse incognite. Berti enumera: «Il completo sviluppo della campagna vaccinale, inteso sia come adesione iniziale che come adesione alla dose booster, la variabilità del virus, il livello di precauzione diffusa che sarà mantenuto dalla popolazione, le misure che saranno mantenute o adottate».

«La variante Omicron, ormai dominante – continua il dirigente Asl – è caratterizzata da un profilo clinico meno impattante ma, come abbiamo ben visto, è molto contagiosa. Numeri quindi molto alti e di conseguenza un aggravio comune significativo del carico ospedaliero. In Asl Toscana Centro i ricoveri in questa settimana sono cresciuti del 21,5 per cento, anche se il maggiore incremento si è avuto nei reparti low care con un più 30,7 per cento, il che è un buon segno! Un dato in proporzione molto diverso da quello delle fasi precedenti. Merito della grande estensione della copertura vaccinale. Il 92 per cento della popolazione vaccinabile della Asl Toscana Centro ha fatto la prima dose. Vaccinarsi, oggi più che mai rappresenta la priorità assoluta».

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