Sicurezza
Bufera per il post su nazismo e Green pass Tomasi condanna l’assessore ma non rompe
Ignorate le richieste di dimissioni di Bartolomei. «Noi in prima linea contro il Covid, è chiaro da che parte stiamo»
Fabio Calamati
PISTOIA. Criticare i provvedimenti del governo sulla gestione della pandemia è una cosa. Ma accostare le restrizioni imposte a chi non può esibire un green pass al nazismo è tutt’altra questione. Ed è su questo punto che il sindaco Alessandro Tomasi ha fatto leva per cavarsi dall’impaccio in cui lo aveva messo il suo assessore ai lavori pubblici, Alessio Bartolomei. Autore di un post su Facebook in cui, appunto, evocava il regime hitleriano a proposito dei molti divieti con cui deve fare i conti un cittadino privo di green pass. Un post per il quale i gruppi di opposizione (Pd, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione, Pistoia spirito libero e Pistoia città di tutti) avevano chiesto le dimissioni dell’assessore, reo di aver insultato l’impegno di «medici infermieri e volontari che ogni giorno dedicano anima e corpo a combattere il virus». Nessuna via d’uscita, scrivevano: o Bartolomei è il solo a pensarla così, e allora deve essere sollevato dal proprio incarico, o Tomasi ne condivide le idee, e allora è lui che deve dimettersi.
Dopo una mattinata e un primo pomeriggio che devono essere passati tra continue telefonate, il sindaco ha invece imboccato proprio una terza via. Niente cacciata di Bartolomei, ma condanna dura delle sue posizioni e rivendicazione di una totale lealtà istituzionale nei confronti del governo. «Ho potuto toccare con mano – ha scritto il sindaco – la situazione devastante vissuta dagli ospedali, visto che proprio in casa ho una persona che per molti mesi, da marzo 2020 in poi, è stata impegnata nei reparti Covid. Con il vicesindaco abbiamo lavorato perché il nostro territorio potesse portare avanti e sostenere la campagna vaccinale. Abbiamo dato risposta a centinaia di persone che non riuscivano a fare la spesa perché da un giorno all’altro, causa Covid, si sono dovute rivolgere per la prima volta ai servizi sociali. Abbiamo rispettato le scelte dei governi che si sono succeduti... perché spetta proprio ai Comuni calare nella realtà le scelte assunte dal governo e dalla Regione, scelte che io per primo, quando non le ho trovate giuste, ho contestato chiedendone la modifica. La mia amministrazione è in prima linea a combattere la pandemia e non c’è dubbio da quale parte stiano questo Comune e questa giunta».
Condanna netta, dunque, ma nessun provvedimento contro l’assessore. Un esito simile a quello del maggio 2020, quando Tomasi dovette fare i conti con un violento post su Facebook dell’allora capogruppo di Fratelli d’Italia Lorenzo Galligani, che aveva etichettato come «subumani da uccidere» i terroristi islamici. Galligani presentò le sue scuse e Tomasi le accolse come sincere, dopo averne peraltro condannato i toni e i termini usati.
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