Italia
La soluzione: sdoppiare la Maic per non disperdere gli anziani
Fondazione, Regione e Società della salute al lavoro per trovare una soluzione Fratoni (Pd): «Scelte accettabili per tutti, presto un incontro con l’assessore»
PISTOIA. Sembra avviata verso una soluzione condivisa la situazione di emergenza alla Fondazione Maria Assunta in Cielo (in sigla, Maic) per la sorte dei 17 disabili ultrasessantacinquenni ospiti della struttura ex Aias, che avrebbero dovuto lasciare l’ambiente dove vivono da anni per essere accolti in Residenze sanitarie assistite esterne. Una scelta prevista dall’attuale normativa regionale, ma che era da considerare «inumana» secondo Luigi Bardelli, presidente della Fondazione Maic, in quanto obbligava persone particolarmente fragili ad abbandonare l’ambiente in cui avevano vissuto per anni, all’interno di una struttura di assistenza qualificata .
Bardelli aveva accusato la Regione di prendere decisioni sbagliate basandosi soltanto su criteri burocratici. Ma lui stesso, dopo un duro sfogo pubblicato su Facebook, aveva anticipato che con la Società della salute, e in particolare con il direttore Daniele Mannelli, si sta cercando di trovare una soluzione che consentisse di mantenere gli anziani ospiti all’interno della struttura della Fondazione Maic. Su questo percorso si è inserita la consigliera regionale Pd Federica Fratoni, che ieri ha incontrato lo stesso Mannelli e l’assessore regionale per il welfare Serena Spinelli. «Mi sembra – dice Fratoni al termine dell’incontro – che ci si sia incamminati verso una soluzione accettabile: La Società della salute ha preso in carico la situazione e l’assessore Spinelli si è sentita anche con Bardelli. Io ho chiesto a tutti la disponibilità per un nuovo incontro, in modo da individuare un percorso che possa superare le criticità emerse».
In sostanza, si tratta di realizzare una vera e propria residenza sanitaria all’interno della Maic, con spazi dedicati, un ingresso indipendente e così via. In modo da consentire agli anziani ospiti di uscire dalla fase di riabilitazione ed entrare in uno sociale e di residenza, senza però abbandonare la struttura in cui ormai si sentono a casa.
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