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Pistoia, medico no-vax arrestato: le reazioni e chi sono i primi indagati
Tante le reazioni all'inchiesta che ha coinvolto Federico Calvani il 66enne medico accusato di aver simulato decine di vaccinazioni anti Covid per far ottenere illegalmente il Green pass
PISTOIA. «Ciò che è accaduto non può lasciarci in silenzio, la nostra comunità è stata colpita duramente e adesso dobbiamo pensare a tutti coloro che, assistiti dal dottor Calvani, erano ignari del suo operato fraudolento: è necessario che in questa circostanza ritrovino fiducia e sicurezza nel sistema sanitario essendo il medico di famiglia un punto di riferimento fondamentalmente per i propri mutuati, in particolar modo in una situazione come questa». Ecco le reazioni sull'indagine che coinvolge Federico Calvani, il 66enne medico pistoiese agli arresti domiciliari dal 31 dicembre con l’accusa di aver simulato – negli ambulatori della montagna dove prestava servizio – decine di vaccinazioni anti Covid per far ottenere illegalmente il Green pass ai no vax.
Delle decine di persone (gli inquirenti pensano che possano essere dalle cento alle trecento) che hanno ottenuto illegalmente la certificazione verde – e che rappresentano un serio rischio per la comunità sul fronte del contagio – al momento ne sono state identificate ufficialmente soltanto 18: quelle che sono indagate per il reato di falsità ideologica in concorso con il medico finito agli arresti domiciliari la mattina dell’ultimo dell’anno.
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Ad esternare la propria condanna è Daniela Troccoletti, coordinatrice di Forza Italia per la Montagna pistoiese, che fa inoltre un appello alla popolazione «di fare il possibile per essere d'aiuto nel corso delle indagini». Anche il Pd di San Marcello è immediatamente intervenuto sulla vicenda del medico no vax: «Un fatto gravissimo, ingiustificabile e inammissibile che deve essere condannato in tutte le sedi, non solo in quelle giudiziarie. È inaccettabile pensare che un servizio pubblico possa essere svilito in termini di fiducia e sicurezza nei modi in cui ci hanno mostrato gli esiti delle indagini. Vanno rese immediatamente tranquillità e certezze a tutti i cittadini, in particolare ai pazienti onesti del dottore che si erano a lui affidati con la fiducia che è stata tradita».«Questa vicenda Prosegue - una volta in più, mostra l'inadeguatezza delle modalità di reclutamento dei medici di famiglia e pediatri per i territori montani. Tale inadeguatezza deve essere risolta a breve termine pensando anche che numerosi medici di famiglia ora in servizio andranno in pensione nel giro di pochi anni».
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