Toscana
Nuovo statuto al Marini Forza Italia: illegittimo Il Pd attacca Tomasi
PISTOIA. Reazioni divergenti tra i partiti presenti in consiglio comunale alla decisione del consiglio di amministrazione della Fondazione Marino Marini (nella foto: manifestazione di protesta contro la chiusura del museo) di approvare un nuovo statuto che cancella la presenza dei rappresentanti della Sovrintendenza e del mondo del credito locale. Il Pd, per bocca del capogruppo e segretario comunale Walter Tripi, attacca la politica del sindaco Tomasi sulla vicenda e lancia un appello al presidente della Regione Giani. Forza Italia-Centristi per l’Europa, con Iacopo Bojola, critica invece il cda e chiama in causa il prefetto Iorio perché annulli il nuovo statuto.
«È evidente che la decisione assunta dal cda della Fondazione Marino Marini in merito alla modifica statutaria che esclude i rappresentanti del territorio è la dimostrazione dell'assoluta mancanza di autorevolezza di questa amministrazione nei confronti della controparte fiorentina, che era già ben visibile e oggi diventa drammaticamente grave» scrive Tripi.
Secondo il capogruppo Pd, «il sindaco Tomasi ha dato nel tempo segnali di assoluto disimpegno nei confronti del museo pistoiese, come la cancellazione a suo tempo delle risorse destinate alla guardiania, la decisione di non intervenire nel giudizio amministrativo a fianco della sovraintendenza, a differenza della Regione, la mancata attivazione di una sinergia con Regione e Fondazione Caripit sul tema». L’auspicio è che il Comune impugni il nuovo statuto. Inoltre «ci appelliamo al presidente Giani affinché, in luogo di un sindaco incapace, si faccia garante di una visione metropolitana in grado di tutelare il patrimonio artistico del maestro Marini per la nostra città».
Per Bojola «le modifiche statutarie della Fondazione Marino Marini sono un gesto disperato che stravolge le volontà testamentarie della moglie di Marino, la signora Pedrazzini». Bojola ricorda che «l’unico erede del patrimonio di Marini è stato indicato nella Fondazione con sede in Palazzo del Tau, gli altri soggetti sono citati come destinatari di legati». Ne consegue che «estromettere coloro che sono i garanti dell’inscindibile legame culturale di Marino con la Toscana, appare una mossa avventata, tutt’altro che rispettosa del suo nome e del ruolo di protagonista dell’Arte del secolo scorso». Di qui l’auspicio che « il signor prefetto assuma le decisioni conseguenti, annullando decisioni che appaiono in totale contrasto con quelle affidate a suo tempo alla Fondazione stessa».
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