Il Tirreno

Pistoia

scontro con la divisione regionale 

L’sos dei pompieri: ci servono le divise

Tiziana Gori
L’sos dei pompieri: ci servono le divise

Marini (Conapo): «Al Lago Nero, con -9°, avevamo l’abbigliamento per gli incendi boschivi. C’era il rischio ipotermia»

2 MINUTI DI LETTURA





Tiziana Gori

san marcello. Al Lago Nero, con una temperatura esterna che toccava i meno 9 gradi centigradi, hanno dovuto rinunciare all’intervento: «Impossibile raggiungere l’obiettivo a piedi». Il motivo? La squadra dei pompieri mandata sul luogo della valanga indossava il completo antifiamma per gli incendi boschivi. «Proseguire avrebbe comportato rischi di ipotermia», spiega Giuseppe Marini, segretario provinciale del Conapo.

Alla missiva inviata al Dipartimento regionale dei vigili del fuoco, la risposta del direttore regionale Barberi è stata che «l’equipaggiamento costituisce soltanto una delle componenti della capacità operativa su neve e ghiaccio». Vero, ribadisce il Conapo, ma salire a piedi con il completo antifiamma per l’antincendio boschivo e i guanti in pile, avrebbe messo a rischio la salute e la sicurezza della squadra chiamata a intervenire. Ci sono occasioni in cui, insomma, la forma diventa sostanza: «Se la squadra non è in grado di raggiungere l’obiettivo o di fare al meglio il suo lavoro l’intervento può risentirne pesantemente. Mettiamo un incidente come quello di Rigopiano, con i nostri uomini impossibilitati a raggiungere l’albergo per l’abbigliamento inadatto alla temperatura troppo rigida? Al Lago Nero è andata bene, si era trattato di una piccola slavina senza alcun ferito, ma non sempre va così».

In molti ricorderanno la “presunta” valanga di tre settimane fa, quella superficie di neve morbida smossa da un maestro di sci per, a suo dire, impedire valanghe vere, che la mattina dell’11 dicembre ha provocato una vera e propria emergenza all’Abetone, con squadre di pompieri, soccorso alpino, elisoccorso Pegaso, inviati sul posto.

Ecco, i pompieri, quel luogo non l’hanno mai raggiunto: «Da un certo punto in poi dovevamo proseguire a piedi, ma erano -9°». Nella lettera inviata a Barberi, Marini fa presente un altro problema: «Il materiale assegnato ai sacchi “neve ghiaccio” contenente piccozze, ciaspole, ramponi, guanti in pile, ghette, viene depositato nella parte posteriore della cabina dell’Aps perché non abbiamo una jeep con cassone. Questi sacchi sono d’intralcio alla squadra e possono causare infortuni».

La Direzione regionale afferma che questi problemi sono «oggetto di attenta analisi». Pur trattandosi, specifica, «di settore di competenza non generalizzata per il personale del Corpo dei pompieri».

«Pistoia – fa notare Marini – non è Riccione. Da noi le montagne ci sono eccome. Nell’ultimo mese siamo stati chiamati tre volte». Il giorno dopo il mancato intervento al Lago Nero vigili del fuoco hanno chiesto un preventivo per dieci divise invernali. Costo stimato: poco meno di 8mila euro (7. 713 euro). E a questo punto parte l’appello dei pompieri pistoiesi: «Se un’azienda, o anche un ente pubblico, fossero disponibili a donarcele aiuterebbero il nostro lavoro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa