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Buone prenotazioni per la cena del 31 ma il dopo-festività mette già paura

M.D.
Buone prenotazioni per la cena del 31 ma il dopo-festività mette già paura

Ristoratori preoccupati: «Fra dieci giorni potremmo trovarci con troppo pochi clienti per sostenere i costi di gestione» 

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pistoia. Le prenotazioni ci sono. Tante. E nonostante le disdette dell’ultimo minuti dovute ai tamponi positivi – rimpiazzate, però, a stretto giro da nuovi clienti in cerca di un posto a tavola – si preannuncia un San Silvestro che va verso il tutto esaurito nella gran parte dei ristoranti del centro di Pistoia. Complice anche, per la verità, la ridotta capienza dei locali imposta dalle regole anti contagio. Quello che fa tremare le ginocchia ai ristoratori è il pensiero di ciò che succederà dopo la fine delle festività. Con il turismo ridotto al lumicino e la paura del contagio, che riporterà inevitabilmente tante persone a rinchiudersi nuovamente tra i quattro muri di casa. E con le spese fisse e per il personale che, senza lockdown, a differenza dello scorso anno continueranno a correre come se il Covid non esistesse. Insomma, una fine d’anno con uno spruzzo di ottimismo e un bel po’ di preoccupazioni .

Come conferma Fabio Raso, che, tra l’altro, aveva già preso da prima di Natale la decisione di tenere chiuso il suo Santopalato di via del Duca la sera del 31, a causa delle troppe incertezze dovute a una pandemia in costante evoluzione.

«È il dopo feste che terrorizza – spiega – Ci sarà un crollo pauroso del lavoro. Già in questi giorni abbiamo avuto tante disdette, come per il pranzo di natale. Anche stasera (ieri, ndr), ne abbiamo appena avuta una per 15 persone. Certo – ammette – un po’ abbiamo lavorato, non come nel 2019 ma sicuramente meglio dell’anno scorso. Quando però, essendo tutto chiuso, avevamo sospeso tutti i pagamenti. Però è un modo per restare in piedi. La mia paura, ripeto, è per cosa succederà finite queste feste».

E Stefano Olmi, della Bottegaia, lo conferma: «La preoccupazione è per quello che succederà dopo. Tra una decina di giorno il rischio sarà di stare aperti con l’organico al completo e poi non avere abbastanza clienti per sostenere i costi. Anche perché il turismo è quasi inesistente. Per il momento, la situazione è difficile ma stiamo lavorando: per il 31 abbiamo anche una piccola lista d’attesa, ma con tutta questa positività il rischio di non avere il locale al completo c’è fra prenotazioni, disdette e riprenotazioni».

Le incertezze del periodo si riflettono anche sul menù di San Silvestro: niente cenoni ma meno impegnative cene con menù alla carta, anche se con qualche piatto speciale. «Stiamo lavorando abbastanza bene per il periodo che è, per il 31 abbiamo solo due o tre tavoli liberi anche se c’è da aspettarsi qualche disdetta – spiegano al Magno Gaudio di via Curtatone e Montanara – Abbiamo visto che i cenoni non attraggono più, la gente preferisce non stare troppo nei locali, per cui abbiamo scelto di proporre un menù alla carta un po’ più sofisticato del solito ma che dà la possibilità di arrivare all’ora che uno vuole e magari consumare anche un solo piatto e andare via».

«Andrà bene secondo me – gli fa eco Lorenzo Diddi, della Taverna Gargantuà – Anche perché non essendoci feste e musica in giro, le scelte delle persone sono limitate. Abbiamo già avuto tante prenotazioni, anche se meno rispetto al 2019. Non ci lamentiamo».

M.D.

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